Tempo di lettura: 3 minuti

Il Maradona si prepara a una notte di festa, ma finisce per assistere a una delle sconfitte più amare della stagione. Il Napoli cade in casa 2-3 contro un Bologna cinico e organizzato, incapace di chiudere in anticipo il discorso qualificazione Champions e costretto ora a rimandare tutto alla prossima giornata. La squadra di Antonio Conte aveva il primo match point per blindare aritmeticamente l’Europa che conta, ma si è fatta sorprendere da un Bologna che ha interpretato la gara con lucidità tattica e grande personalità. Gli emiliani hanno saputo colpire nei momenti chiave e, soprattutto, resistere al ritorno degli azzurri quando la partita sembrava ormai girata.

L’avvio del Napoli è stato timido, quasi contratto dalla pressione del risultato. Il Bologna ne ha approfittato subito: Bernardeschi, lasciato troppo libero sulla corsia mancina, ha trovato il vantaggio con una conclusione precisa da fuori area, gelando il pubblico di casa. Un segnale chiaro di come la squadra di Italiano non fosse arrivata a Napoli per fare da comparsa.

Il raddoppio rossoblù è arrivato nel momento in cui il Napoli sembrava più vulnerabile: una giocata illuminante di Bernardeschi ha innescato Miranda, poi fermato fallosamente da Di Lorenzo in area. Dopo controllo VAR, rigore trasformato con freddezza da Orsolini per lo 0-2. Sembrava il colpo del ko. Invece, proprio prima dell’intervallo, il Napoli ha trovato un episodio che ha riaperto tutto: Di Lorenzo si è fatto perdonare almeno in parte, trovando il gol dell’1-2 su una palla sporca in area. Quel gol ha cambiato l’inerzia emotiva del match. A inizio ripresa gli azzurri sono rientrati con tutt’altro atteggiamento, più aggressivi e verticali. Il pareggio è arrivato quasi subito grazie ad Alisson, servito dopo una giocata di forza di Hojlund. In quel momento il Maradona ha ritrovato voce e speranza. Ma il Napoli non è riuscito a completare la rimonta. Dopo il 2-2 la squadra di Conte ha perso ritmo, schiacciandosi in una gestione troppo prudente e senza trovare la qualità necessaria per mettere alle corde gli avversari. Il Bologna, al contrario, ha saputo anestetizzare la gara, abbassare i ritmi e aspettare il momento giusto. Quel momento è arrivato nel recupero. Su una conclusione respinta da Milinkovic-Savic, il più rapido è stato Rowe, appena entrato, che ha raccolto la palla vagante e firmato il definitivo 2-3. Un colpo durissimo per il Napoli, che dal possibile traguardo anticipato si ritrova invece con pressione e calcoli ancora aperti.

La Champions per gli uomini di Conte resta vicina, ma la sensazione è che questa sconfitta abbia lasciato più di una crepa. A Pisa serviranno punti e nervi saldi. Stavolta, senza altri jolly da sprecare.