Tensione a Pianura sulla raccolta rifiuti, tra proteste dei residenti e malumori emersi anche in Municipalità. La scintilla è un mancato prelievo stanotte, nella zona del Parco “Falcone e Borsellino” di corso duca D’Aosta. Per strada si notavano cumuli di sacchetti e scarti, anche suppellettili. Alla loro vista, qualcuno ha rovesciato i cassonetti e incendiato i rifiuti. Fonti di Asia Napoli assicurano che la problematica è stata risolta in poche ore. Alle 8:30, il turno del mattino ha effettuato la raccolta. A far saltare il prelievo del turno di notte, sarebbe stato un guasto tecnico all’automezzo. Ma dall’azienda stigmatizzano la “paradossale inciviltà” di chi ha appiccato il fuoco, come gesto di ribellione. Nei fatti, ha così reso “ingestibile la situazione, perché c’è una trasformazione dei rifiuti”. L’immondizia combusta, infatti, è classificata come rifiuto speciale. In tali casi, la legge impone sgombero e bonifica da affidarsi a ditte autorizzate. Insomma, i problemi finiscono col moltiplicarsi. Senza dimenticare l’impatto su salute e ambiente.
Ma il tema della raccolta sta generando malessere alla Municipalità 9. “A Pianura non c’è mica una maggioranza di incivili, ma ci sono persone perbene che pagano regolarmente la spazzatura” sbotta la consigliera Giovanna Lo Giudice. “E tuttavia – aggiunge – questi residenti si trovano in strada batterie di 10-12 bidoni che invitano chiunque, anche da altre zone, a venire a depositare i sacchetti. Agli incivili deve provvedere la polizia ambientale, l’Asia è deputata alla raccolta. Come, quando e dove sono problemi loro: ma devono farlo”.
Secondo la consigliera, quello di oggi “non è un episodio isolato, ma la fotografia di un sistema che non sta funzionando”. Per Lo Giudice, la scena odierna sarebbe “lo stato dell’igiene urbana che ho potuto constatare personalmente dopo aver attraversato strade e marciapiedi sommersi dai rifiuti: sacchi di spazzatura indifferenziata accatastati lungo i percorsi pedonali, cassonetti ribaltati, campane per la raccolta differenziata stracolme da giorni”. A detta dell’esponente municipale, “il problema non è la mancanza di mezzi o di personale, bensì una gestione diseguale e una programmazione dei turni completamente sbilanciata”. Ci sarebbero appunto “quartieri in cui il servizio funziona perché il lavoro più pesante viene svolto di notte: lo svuotamento dei grandi cassonetti, il riassetto delle campane, l’utilizzo delle spazzatrici meccaniche – sostiene -. Al mattino, in quelle aree, le strade sono pulite. Sul nostro territorio, invece, la notte sembra non esistere più. Così i rifiuti restano dove sono e la mattina successiva ci si ritrova a rincorrere l’ennesima emergenza”. Stando alla consigliera, sarebbe “un’emergenza che viene affrontata nel modo peggiore possibile, concentrando quasi tutta la forza lavoro nelle ore mattutine. Ritengo che questo sia un errore strutturale: se non si interviene a monte, la mattina eredita una situazione già compromessa. I mezzi risultano insufficienti, i turni si accavallano e i rifiuti restano a terra”. Per tali ragioni “si ritiene necessario un intervento immediato e strutturale – aggiunge Lo Giudice – da parte delle istituzioni competenti e di Asia. Il tempo delle scuse e degli interventi tampone è definitivamente scaduto. Continuare così significa accettare il degrado come normalità e voltare le spalle ai cittadini. E questo, da amministratori pubblici, non è solo inaccettabile: è una responsabilità che non possiamo più permetterci di ignorare”.



















