“Non mi ha chiesto di usare la canzone per il referendum, sono parole che volano nel web e diventano gigantesche”. Così Sal Da Vinci, in merito all’ipotesi che la sua canzone ‘Per sempre sì’ con cui ha trionfato all’ultimo festival di Sanremo, possa essere utilizzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la campagna referendaria a sostegno del Sì. La premier, ha aggiunto, “mi ha chiamato facendomi i complimenti per la vittoria a Sanremo ed è finita lì. È stata una telefonata durata 30 secondi perché aveva altre cose molto più importanti di cui occuparsi che della mia vittoria”.
“Naturalmente – ha chiarito il cantante napoletano – se quella canzone vuole essere usata per spot, chiunque deve poi rivolgersi alla casa discografica. Le canzoni sono il riassunto di possibilità, io ho scritto una canzone, insieme a un gruppo di lavoro straordinario, che parla d’amore, poi le canzoni diventano di tutti”.
A margine della cerimonia di conferimento a Sal Da Vinci della medaglia della città in quanto vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo, è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “C’è libertà di espressione per cui ognuno dice e pensa quello che vuole. Noi dobbiamo però tenere separato quella che è una canzone, perché come diceva Bennato ‘sono solo canzonette’, da quelle che sono interpretazioni politiche e sociali che lasciano il tempo che trovano” afferma, rispondendo a una domanda relativa alle polemiche scaturite dalle indiscrezioni giornalistiche secondo le quali la sua ‘Per sempre sì’ potrebbe essere utilizzata come colonna sonora a sostegno della campagna a favore del sì al referendum sulla giustizia. “Pensiamo alla musica – ha chiarito Manfredi – e al messaggio positivo che Sal lancia: parlare d’amore significa anche parlare di una cosa positiva in un momento così complesso e difficile come quello che stiamo vivendo”.





















