Illeciti ambientali: sequestrato cantiere navale nel Napoletano. È accaduto a Castellammare di Stabia, dove i militari della locale Capitaneria di porto hanno posto i sigilli all’attività: i reati contestati sono assenza dell’autorizzazione per le emissioni in atmosfera, scarico di acque reflue industriali in assenza del titolo autorizzativo e deposito incontrollato e gestione non autorizzata di rifiuti pericolosi e non. L’intervento si inserisce nell’ambito degli accertamenti volti alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno, coordinate dalla Procura di Torre Annunziata e dal comando della Capitaneria di porto-Guardia Costiera della città stabiese: i sigilli hanno riguardato uno spazio di circa 1.500 metri quadrati posto all’interno del cantiere navale, dove vi era anche un deposito di circa 300 metri quadrati utilizzato come officina meccanica. Quest’area, che dalle verifiche sarebbe risultata completamente abusiva, sarebbe stata adibita a lavori di cantieristica navale ad alto impatto ambientale. Da ciò che emerge dalla Procura, l’attività sarebbe stata svolta in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative ed ambientali. All’interno dell’area i militari hanno rinvenuto anche diciotto imbarcazioni rimessate. Nel corso degli accertamenti è, inoltre, emerso che le acque di piazzale sarebbero state scaricate abusivamente senza alcun sistema di depurazione o trattamento, con seri rischi di contaminazione del suolo e delle acque circostanti. Lo spazio sequestrato – si sostiene – è infine risultato privo di impianti di regimentazione delle acque meteoriche e sprovvista di adeguata pavimentazione, condizioni tali da aggravare ulteriormente il possibile impatto ambientale delle attività svolte.
Scarico acque reflue e rifiuti, sequestrato cantiere navale
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