E’ vero, fino a quando le donne sono ancora notizia e non consuetudine c’è molto da lavorare. Ma se le notizie fanno la storia vanno date, analizzate, rimarcate. I cittadini di Campagna, Somma Vesuviana e Nicola la Strada rompono il tetto di cristallo, tre cittadine completamente diverse tra loro, geograficamente appartenenti a tre province campane, designano per la prima volta, nella storia politica, tre donne sindaco delle loro comunità.
Dalla Campania il racconto non appartiene solo al mondo femminista o alle analisi ottimistiche e rivoluzionarie, le tre prime volte di donne elette primo cittadino sono dati oggettivi imprescindibili.
A Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, la fascia tricolore va a Silvia Svanera (nella foto). Dirigente scolastico e volto del “campo largo” PD-M5S, prevale sul candidato del centrodestra Antonio Granato. Dopo 80 anni di sindaci uomini e tre parentesi di commissarie prefettizie, Somma Vesuviana elegge per la prima volta una donna.
A Campagna, in provincia di Salerno, vince Adele Amoruso. Al ballottaggio batte Livio Moscato e conquista la guida del Comune. La sua candidatura era stata voluta in modo particolare dal Vice Presidente della Provincia, Giovanni Guzzo. Con lei Campagna archivia decenni di amministrazioni maschili.
A San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, comune ricostituito 80 anni fa, è Maria Natale a trionfare. Assessore alla Cultura fino al mese scorso, iscritta al PD, succede al compagno di scuderia Vito Marotta. Vince il ballottaggio contro Eligia Santucci 4542 a 4083 e governerà con una maggioranza di dieci consiglieri, sette del Pd.
Lo schieramento, dunque, è lo stesso. La scelta di comunità che hanno deciso di guardare avanti, con amministrazioni che nascono dal dialogo tra PD, M5S e forze civiche racconta, inoltre, che i tetti di cristallo si rompono quando la politica sa unire.




















