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Chiusura Linea 1 e servizi sostitutivi, le richieste dei comitati di Scampia: “Forti disagi”

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Comunicato dal Coordinamento Territoriale Scampia e dal Coordinamento Periferie Unite. 

Dal 22 giugno al 14 settembre la chiusura della Metro Linea 1 nell’area nord di Napoli rappresenterà un forte disagio per migliaia di cittadini. La Linea 1, pur con tutti i suoi limiti, resta oggi l’unico sistema di trasporto realmente efficiente per gli spostamenti quotidiani. Le linee su gomma, purtroppo, continuano a registrare ritardi e corse cancellate che non sono all’altezza delle esigenze di una grande città.

Come Coordinamento Periferie Unite conosciamo bene l’importanza di questi lavori che interesseranno le fermate di Scampia-Piscinola, Chiaiano, Frullone, sia dal punto di vista tecnico che della sicurezza, che deve sempre restare una priorità assoluta.
Proprio per questo chiediamo che vengano mantenuti gli impegni assunti già lo scorso anno.

Rinnoviamo la richiesta di una circolare che colleghi i diversi lotti di Scampia con i principali servizi del territorio: Università, ASL Napoli 1, Municipalità, INPS, centri sportivi e tutte quelle realtà che ogni giorno vengono raggiunte da migliaia di cittadini.
Così come chiediamo ancora l’allungamento della tratta del c67 fino a piazza Dante e una comunicazione chiara da parte di Anm Napoli.

Mercogliano piange Ciretta: simbolo di una voce libera e autentica

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Mercogliano saluta Ciro Cascina, conosciuto da tutti come Ciretta, con parole di profonda commozione affidate dal sindaco Vittorio D’Alessio a un messaggio di ricordo e vicinanza alla comunità.

Il primo cittadino ha descritto Ciretta come una presenza capace di lasciare un segno, una persona che aveva saputo trasformare la propria vita in una storia da raccontare, il sorriso in una forma di resistenza e la propria identità in una testimonianza di coraggio.

«Ciro Cascina era una presenza luminosa, una voce libera, un’anima capace di trasformare la vita in racconto, il corpo in memoria, il sorriso in resistenza», ha scritto il sindaco, ricordando una figura profondamente legata alla comunità mercoglianese.

Nel messaggio Dalessio ha sottolineato anche il legame di Ciretta con la tradizione del pellegrinaggio a Santuario di Montevergine e con la Candelora di Montevergine, un appuntamento storico fatto di fede, musica, colori e identità popolare.

Secondo il sindaco, Ciretta rappresentava lo spirito di quel cammino verso Mamma Schiavona, simbolo di accoglienza e protezione: una presenza capace di portare con sé la forza di chi affronta il giudizio degli altri senza rinunciare a essere sé stesso.

«Montevergine è da sempre luogo di accoglienza e di misericordia popolare – ha ricordato Dalessio – un luogo dove tante storie trovano riparo, dove le differenze diventano preghiera e dove il dolore si scioglie nel canto e nella devozione».

Il ricordo del sindaco restituisce così l’immagine di Ciretta come parte della memoria collettiva della città: non solo una persona conosciuta e amata, ma una figura diventata simbolo di autenticità, coraggio e appartenenza.

«A Ciretta diciamo grazie – conclude il messaggio – per il suo coraggio, per la sua poesia, per aver ricordato a tutti noi che una comunità è davvero grande quando sa custodire ogni sua voce».

La comunità di Mercogliano si stringe dunque nel dolore per la sua scomparsa, affidando il suo ricordo alla strada di Montevergine, ai canti, ai tamburi e alla luce della Candelora.

«Che Mamma Schiavona l’accolga sotto il suo manto. Ciao Ciretta. La Città di Mercogliano non ti dimenticherà».

A Pellezzano lo Sciusciello diventa identità: Monica Caradonna protagonista di Racconti d’Estate

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“Da oggi, quando sentirò la parola Sciusciello, penserò a Pellezzano. Ed è questa la chiave del successo di un territorio: creare un legame tra promozione locale e prodotto di eccellenza“. Con questa immagine efficace la giornalista Monica Caradonna ha aperto il suo incontro a Pellezzano, secondo appuntamento del programma Racconti d’Estate, la rassegna diretta da Roberto Vargiu, giunta alla sesta edizione.

Intervistata da Stefania Maffeo, Caradonna – definita da Vargiu “la queen di Linea Verde” – ha portato la sua esperienza di narratrice dei territori e ambasciatrice della Puglia, soffermandosi su un tema che considera centrale: creare una narrazione legata all’identità. Un invito rivolto ai territori che vogliono crescere senza perdere la propria anima.

La giornalista ha anticipato anche il suo prossimo impegno televisivo: un nuovo programma su Rai1 realizzato insieme a Vittorio Brumotti, “un giro in Italia – ha raccontato – anche attraverso la cucina, a zero spreco” un viaggio che unisce racconto, sostenibilità e buone pratiche.

Al centro del dialogo, il valore della sostenibilità, che per Caradonna «non deve essere uno slogan», ma un modo concreto di tornare a riconnettersi con i luoghi e con chi li abita. Da qui il richiamo a uno dei nodi più urgenti per il Sud: lo spopolamento delle aree rurali. “Il linguaggio universale del cibo – ha spiegato – può aiutarci a recuperare il contatto con la natura e con le nostre radici”.

Non è mancato un riferimento alle politiche locali: Caradonna ha espresso un plauso al Comune di Pellezzano per l’assegnazione della delega alla Food Policy all’assessore Marco Rago, definendola una scelta lungimirante e perfettamente in linea con le nuove strategie di valorizzazione territoriale.

Non sono mancati momenti di racconto intimi come quelli sulla morte del nonno, il suo primo momento di dolore utilizzato per raccontare come il cibo sia anche “consolazione” nei momenti di dolore, utile ad esorcizzare i momenti difficili e accompagni tutti i momenti della vita. 

Giunta, il sindaco Pizza decide: nessuna novità

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Giunta Pizza: tra gli esterni Iandorio, Matarazzo e la spunta anche Giordano

Provincia, Sarno super delegato: esulta D’Agostino

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L’attribuzione al Consigliere Marino Sarno di deleghe particolarmente strategiche per il territorio è una scelta che accogliamo con soddisfazione e che rafforza – se mai ce ne fosse stato bisogno – la consapevolezza di aver imboccato la strada giusta nel sostenere la candidatura a Presidente della Provincia di Fausto Picone.

Viabilità, edilizia scolastica, istruzione, turismo delle radici, borghi: sono ambiti che toccano direttamente la vita delle comunità, e affidarne la gestione a un sindaco come Marino Sarno – amministratore che ha dimostrato con i fatti di saper valorizzare e far crescere una comunità – è un segnale preciso della visione che anima questa nuova stagione della Provincia di Avellino.

Ciò che emerge con chiarezza dai primi atti del presidente Picone è la volontà di costruire un’istituzione inclusiva, capace di valorizzare ogni componente del Consiglio provinciale, in linea con il ruolo naturale della Provincia: essere la casa dei sindaci e degli amministratori, il luogo in cui le istanze dei territori trovano ascolto, rappresentanza e risposta. È questo lo spirito che ci ha guidato e che oggi vediamo tradursi in scelte concrete. Auguro buon lavoro al Presidente Picone, ai consiglieri del Gruppo ‘Hirpinia Libera’, Marino Sarno, Mimmo Landi e Mauro Piccolo, e a tutto il Consiglio provinciale, con la certezza che sapranno onorare con impegno e competenza le responsabilità che sono state loro affidate.”

Esplode sette colpi di pistola contro il fratello, arrestato nel Napoletano

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Ha fatto fuoco contro il fratello durante una lite sorta per ragioni tutte da accertare. Ha esploso sette colpi senza per fortuna ferirlo. Poi si è chiuso in casa e quando ha sentito le sirene delle auto dei carabinieri ha tentato di allontanarsi ma è stato bloccato. E’ accaduto poco fa in via Frezza a Giugliano, all’interno di un cortile comune. Protagonista della vicenda un 44enne del posto. Ha prima esploso dei colpi, che hanno raggiunto una macchina ferma. Quando il fratello ha tentato di mettersi al riparo avrebbe sparato altri colpi nel tentativo di colpirlo direttamente dalla finestra che intanto aveva raggiunto. Infine, si è chiuso in casa dove abita con la propria madre. Quando ha capito che stavano per arrivare i carabinieri si è messo in auto per allontanarsi. Bloccato subito dai militari, é stato arrestato. Si è alla ricerca della pistola. 
 

Tentano rapina in banca a Sassuolo, tre campani arrestati in flagranza

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Tre uomini originari della Campania, di 42, 63 e 67 anni, sono stati arrestati dai carabinieri in flagranza di reato mentre stamattina intorno alle 11 tentavano di rapinare la filiale del Monte dei Paschi di Siena, in via Manin 5 a Sassuolo, provincia di Modena.
Ricevuto l’allarme, la centrale operativa della compagnia dei carabinieri di Sassuolo ha inviato sul posto tre autoradio. Il primo mezzo dell’Arma è giunto sul posto pochi istanti dopo, i militari hanno subito individuato e fermato i tre uomini che avevano i volti travisati da maschere integrali in lattice, che non rendevano possibile la loro identificazione, nonché le mani ricoperte di colla istantanea, probabilmente nell’intento di non lasciare impronte. Al momento della tentata rapina erano presenti 10 impiegati e 14 clienti. Uno dei tre arrestati è risultato essere domiciliato nel comune di Marano sul Panaro, sempre nel Modenese. I dettagli dell’intervento sono stati diffusi dalla procura di Modena. 

Forte di Vigliena tra memoria e futuro: domani commemorazione chiedendo di nuovo il recupero

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Comunicato del Comitato organizzatore della Commemorazione del 13 Giugno al Forte di Vigliena, sulla manifestazione in programma domani a San Giovanni a Teduccio.

Le parole lucide e acuminate di Enzo Moscato, tratte dal testo “Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico” dedicato alla rivoluzione del 1799, risuoneranno il 13 giugno davanti al Forte di Vigliena, attraverso la voce dell’attore Domenico Ingenito. Sarà uno dei momenti della manifestazione che comitati civici e alcuni istituti di cultura napoletani (Società di Storia Patria, Istituto italiano per gli studi filosofici) organizzano ogni anno davanti alle rovine del forte che fu teatro di una durissima battaglia nel 1799. In programma anche una relazione di Anna Maria Rao, professoressa emerita di storia moderna all’Università di Napoli Federico II, una delle maggiori studiose europee della storia del Settecento, autrice di importanti lavori scientifici sulla Repubblica Napoletana.

“Quest’anno la manifestazione assumerà un rilievo particolare, poiché riteniamo che questo sia un anno di svolta, destinato a portare, finalmente, al recupero conservativo del Monumento e alla sua apertura al quartiere e alla città” dichiara Enzo Morreale, del comitato di San Giovanni a Teduccio. “Ciò è reso possibile, a nostro avviso, grazie all’impegno e al sostegno di tanti cittadini e di numerosi intellettuali. Siamo giunti a un passaggio decisivo. Il percorso che ci attende non sarà semplice, ma riteniamo che vi siano le condizioni per una svolta concreta”. E ancora: “La manifestazione non è mai stata fine a sé stessa, ma ha sempre stabilito una connessione tra storia, valori e prospettive future. Il 13 giugno 2007, davanti ai cancelli della centrale, i cittadini manifestavano contro la costruzione di una nuova centrale termoelettrica; nello stesso giorno, sulle mura del Forte fu issata la bandiera della Legione Calabra che si immolò in quel Forte nell’estremo tentativo di difendere la Repubblica del 1799 dall’assalto delle truppe del Cardinale Ruffo”.

La battaglia del forte di Vigliena ha un alto valore non solo storico, ma simbolico”, spiega Sergio Marotta, docente del Suor Orsola Benincasa e membro del comitato scientifico degli Studi filosofici, che fin dal principio affianca i comitati di quartiere nella lotta per il recupero del sito. “Si tratta infatti di un momento fondativo della storia di Napoli e d’Italia, in cui si poneva il primo germe del processo risorgimentale. Ma oggi il recupero del Forte significa anche dare voce ai cittadini di San Giovanni che chiedono un territorio bonificato e fruibile per tutti”. Il Forte dunque non solo come elemento della memoria storica, ma emblema della necessità di una rinascita del quartiere e della città, che nelle periferie mostra sempre di più la sua vitalità.

Anche per questo alla manifestazione di sabato 13 interverrà una giovanissima studiosa, la dottoressa Giorgia Scognamiglio, che si occupa di giustizia ambientale, dei processi di trasformazione che hanno interessato il territorio e delle contraddizioni che ancora oggi lo caratterizzano. Previsti poi gli interventi del Vicesindaco, prof. Laura Lieto, del Presidente dell’AdSP, dott. Eliseo Cuccaro, del Presidente della VI Municipalità, Sandro Fucito. L’ingegnere Feola di ABC illustrerà i lavori di rifunzionalizzazione della stazione di sollevamento idrico operante da decenni negli spazi adiacenti al Forte e di riqualificazione delle aree esterne contigue. Intanto, il Forte di Vigliena è oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dall’on. Arturo Scotto, che ricorda come il recupero del Forte sia un obbligo previsto dal decreto ministeriale del 2008, come condizione per l’autorizzazione e come opera compensativa prevista nel Piano regolatore portuale. 

Benevento, il gruppo resta il punto di partenza: ecco chi può salutare il Sannio

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Mentre molte società sono ancora impegnate nella scelta del nuovo allenatore, il Benevento ha già da tempo tracciato la linea da seguire per affrontare il prossimo campionato di Serie B. Nessuna rivoluzione all’orizzonte, anzi. La società giallorossa è convinta che gran parte del gruppo che ha dominato l’ultimo torneo di Serie C sia perfettamente in grado di recitare un ruolo importante anche nella categoria superiore.

L’obiettivo sarà quello di intervenire con pochi innesti mirati, funzionali alle idee tattiche di Floro Flores, che sembra orientato a costruire la squadra partendo da una difesa a quattro. Una scelta che inevitabilmente influenzerà anche le valutazioni sulla rosa attuale.

Tra i possibili partenti c’è Borghini, considerato maggiormente adatto a una linea difensiva a tre. Sul versante mancino, invece, diverse situazioni sono ancora da definire. Celia, arrivato a gennaio dal Cesena, non è mai riuscito a conquistare la fiducia del tecnico e una sua partenza, anche in prestito, appare sempre più probabile. Destino diverso ma ugualmente lontano dal Sannio per Della Morte: non sono maturate le condizioni per il riscatto obbligatorio e il Benevento non sembra intenzionato ad aprire una nuova trattativa con il Vicenza. Da un calciatore del suo estro era lecito attendersi qualcosa in più con la Strega che nel tridente di attacco starebbe già valutando profili diversi e capaci di incidere di più. 

Riflessioni in corso anche su Ricci, ancora alle prese con il recupero dall’infortunio al ginocchio. Più complessa, invece, la situazione di Ceresoli. Il club giallorosso ha giudicato eccessiva la cifra di due milioni di euro richiesta dall’Atalanta per il riscatto, ma questo non rappresenta una bocciatura del calciatore. Anzi, dopo l’ottima stagione disputata, il Benevento sarebbe ben felice di riportarlo in giallorosso a condizioni economiche differenti, magari attraverso un nuovo prestito. Tuttavia, la dirigenza non sembra intenzionata ad attendere troppo a lungo e avrebbe già individuato alternative di pari o superiore livello.

Anche Manconi potrebbe salutare. Nonostante un altro anno di contratto, il ridotto impiego nel finale della scorsa stagione lascia intendere che la sua permanenza non sia una priorità. Sul giocatore non mancano estimatori in Serie C e, davanti a un’offerta importante, il club non si opporrebbe alla cessione. Capitolo giovani: Sena e Carfora hanno bisogno di continuità per proseguire il proprio percorso di crescita. La società crede nelle loro qualità, ma ritiene che il momento di misurarsi con un impiego costante sia ormai arrivato. Possibile anche una riflessione sul futuro di Mehic, arrivato un anno fa dalla Virtus Verona grazie a un investimento significativo. Problemi fisici e questioni tattiche ne hanno limitato il rendimento e il direttore sportivo Carli, insieme allo staff tecnico, sta valutando la soluzione migliore. Speranze di rimanere al Benevento ridotte al lumicino anche per Perlingieri, Ferrara, Viscardi e Starita che faranno ritorno alla base dopo aver vissuto una stagione in prestito senza brillare. 

Tra i pali, invece, il destino di Esposito è strettamente legato alle mosse di mercato. L’eventuale arrivo di un portiere di grande esperienza, destinato a contendersi il posto con Vannucchi, renderebbe poco sensata la permanenza del giovane estremo difensore come terza scelta. Per lui potrebbero aprirsi le porte di un prestito in una piazza importante di Serie C. Chi, invece, viaggia spedito verso la conferma è Caldirola. Oltre al valore tecnico, il difensore ha saputo conquistare tutti per professionalità e spirito di gruppo, accettando anche un ruolo non sempre da protagonista senza mai creare problemi. Un profilo prezioso in un campionato lungo e impegnativo come la Serie B.

Le numerose panchine ancora vacanti nel campionato cadetto rappresentano però un ostacolo al mercato. Senza allenatori ufficialmente in carica, molte società non possono dare il via libera alle operazioni in entrata e in uscita. Una situazione che inevitabilmente rallenta anche il Benevento. Tuttavia, qualcosa sembra finalmente muoversi e già nei prossimi giorni potrebbero arrivare le prime nomine decisive, destinate a sbloccare un mercato che attende soltanto il fischio d’inizio.

Juve Stabia, ora si deve correre: primi sondaggi per ds e tecnico

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Le tessere del mosaico sono state messe a posto, la ricapitalizzazione e l’annuncio del presidente hanno riacceso l’entusiasmo di una piazza che ha vissuto questo mese di giugno con grande apprensione.

Tutto rimesso a posto, la Campania mantiene le sue tre squadre in Serie B. Ma ora, per le vespe, inizia la fase della costruzione e bisogna partire assolutamente dal direttore sportivo e dall’allenatore.

Certo, su Lovisa ancora non ci sono certezze anche se il ciclo pare essere arrivato alla fine e per il giovane diesse si stanno aprendo le porte di una nuova avventura e quella del Sudtirol pare la destinazione più probabile. Per Abate, invece, la certezza c’è. La risoluzione è arrivata e per lui c’è il Torino ad aspettarlo.

E allora è cominciato il casting coi primi rumors: Romairone come diesse e Viali come allenatore. Il primo è l’attuale osservatore della Lazio con esperienze passare come uomo mercato per Carpi, Chievo Verona, Bari e Pro Vercelli tra le altre. Ha voglia di rivalsa, Viali, che è reduce da una esperienza breve e negativa tra il Toscano iniziale e il Toscano bis a Catania. Con gli etnei ha provato a giocarsi le chance ma alla fine è andata male e l’esperienza si è chiusa prima ancora di cominciare.

Viali ripartirebbe dalla Juve Stabia, la sua fame e la sua voglia di rivalsa potrebbero essere la benzina adatta per una società che, negli anni, si è stabilizzata in Serie B, ha sognato e ha voglia di farlo ancora. Anche se c’è da ricostruire e ripartire.

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