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È stata protocollata questa mattina, al numero 65099 del 4 settembre 2026, la mozione di sfiducia nei confronti della sindaca di Battipaglia, Cecilia Francese. Il documento, firmato da dodici consiglieri comunali, è stato indirizzato al Presidente del Consiglio Comunale, al Segretario Generale e, per conoscenza, al Prefetto di Salerno.La mozione – presentata ai sensi dell’art. 52 del Testo Unico degli Enti Locali – contesta alla sindaca il «venir meno del rapporto politico‑fiduciario con il Consiglio Comunale» e la «persistente incapacità dell’Amministrazione di assicurare una stabile, coerente ed efficace azione di governo della città».

Nel documento i consiglieri ricostruiscono una lunga fase di instabilità politica, parlando di una maggioranza «progressivamente deteriorata» e di una sindaca che «non dispone ormai stabilmente dei numeri necessari in Consiglio Comunale» .
Vengono richiamate le dimissioni di assessori, le tensioni interne, l’azzeramento della Giunta avvenuto a gennaio 2026 e le difficoltà nel raggiungere il numero legale durante le sedute.

Tra le criticità elencate figurano  degrado urbano e carenza di servizi, con riferimento anche ai servizi televisivi nazionali che hanno documentato episodi di violenza e abbandono dei rifiuti; problemi di sicurezza e riduzione dell’organico della Polizia Municipale; ritardi nelle opere pubbliche, tra cui scuole, mercato coperto, PIU Europa, stadio Sant’Anna e l’area ex ATI; criticità ambientali legate al fiume Tusciano e alle acque del litorale; assenza di una visione strategica complessiva per la città. Secondo i firmatari, la somma di questi elementi configura «una crisi strutturale della capacità di governo della città» e non più una semplice fase politica contingente.

La mozione, se approvata, comporterebbe le dimissioni della sindaca, della Giunta e dell’intero Consiglio comunale, con l’arrivo di un commissario prefettizio per diversi mesi. Una scelta che, secondo chi sostiene la necessità di continuità amministrativa, come il Vomitato Etica, rischierebbe di rallentare dossier cruciali per la città: dagli indennizzi dell’Alta Velocità ai fondi PRIUS destinati alla scuola De Amicis, fino ai lavori per lo svuotamento della discarica del Castelluccio, finanziati con quasi 22 milioni di euro dalla Regione.Sul tavolo anche la questione dell’ospedale “Santa Maria della Speranza”, per la quale la sindaca ha chiesto un Consiglio comunale monotematico aperto a tutte le forze politiche e istituzionali, con l’obiettivo di presentare una linea comune in attesa di risposte dall’ASL.

Per il momento il Consiglio comunale non è stato ancora convocato per discutere la mozione di sfiducia, anche perché il 9 settembre è già fissata una seduta monotematica sull’ospedale. È probabile che, nelle prossime ore, nella maggioranza si apra una verifica interna per valutare la situazione politica. Le firme depositate sono dodici: ne manca una affinché la mozione possa essere approvata. Al momento tutto è ancora prematuro.