Il sindaco di Salerno ha scelto il convegno dedicato al bilancio delle Zone Economiche Speciali, alla presenza del commissario Giosy Romano, per rilanciare con forza un messaggio che conosce bene e che negli anni è diventato quasi un marchio di fabbrica: “Arricchitevi”. Non come slogan, ma come invito diretto agli imprenditori salernitani a cogliere un’occasione che – nelle sue parole – potrebbe non ripresentarsi più con questa portata.
Il primo cittadino ha tracciato un quadro netto: le ZES rappresentano oggi uno degli ultimi strumenti capaci di garantire agevolazioni fiscali, snellimento amministrativo e una corsia preferenziale per chi vuole investire. Un cambio di paradigma che, secondo il sindaco, permette finalmente di passare da un’amministrazione “per atti” a un’amministrazione “per risultati”, superando quel meccanismo farraginoso che per anni ha rallentato conferenze di servizi, pareri e autorizzazioni. Romano, dal canto suo, ha ricordato come il dibattito nazionale stia andando proprio in questa direzione: meno burocrazia, più responsabilità sugli esiti.
Il sindaco ha però allargato lo sguardo oltre il perimetro tecnico delle ZES, indicando tre rischi che incombono sul Mezzogiorno: la possibile perdita di miliardi di euro dei fondi di coesione, la crisi demografica che svuota i territori di giovani e competenze, e il fallimento delle misure di incentivo degli ultimi anni – come Industria 5.0 – rimaste impantanate in un groviglio burocratico che ha scoraggiato gli investitori più solidi. “Abbiamo perso due anni”, ha detto, “perché sulla carta c’erano le risorse, ma non c’era la certezza del futuro”.
Da qui l’appello: correre. Correre perché il tempo non è più una variabile neutra. Correre perché il Sud non può permettersi di restare fermo mentre l’Europa ridisegna le proprie priorità, anche alla luce dei programmi per il riarmo che rischiano di drenare risorse destinate allo sviluppo.
È in questo scenario che il sindaco ha rilanciato la sua visione per la zona orientale di Salerno, un’area strategica compresa tra il porto turistico Marina d’Arechi e l’aeroporto, da trasformare nel più grande distretto turistico del Sud Italia. Un progetto che prevede la realizzazione di almeno dieci alberghi, una sequenza continua di strutture ricettive, resort, spazi per studenti e luoghi di formazione del personale destinato anche all’area industriale. Un viale alberato come nuovo ingresso monumentale alla città, un fronte mare completamente ridisegnato, e la candidatura dell’area per gli Europei del 2032, “se non ci fanno perdere tempo”, ha puntualizzato.
Nel contesto ZES, ha ricordato, sono già previsti investimenti per oltre due miliardi di euro: il nuovo stadio, la rete del palazzetto dello sport, il nuovo Volpe, l’estensione della metropolitana. Tutto, però, dovrà avvenire nel rispetto di due condizioni non negoziabili: tutela del lavoro e tutela dell’ambiente.
Il messaggio finale è stato un invito, ma anche un avvertimento: “Non abbiamo tempi lunghi. Dobbiamo correre tutti quanti, anche se io conto di seguire il modello de Mita e di restare almeno 10 anni!”. Un appello agli imprenditori salernitani a credere nel territorio, a investire, a cogliere l’opportunità di una stagione che potrebbe segnare una svolta storica per l’economia locale.




















