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Non un semplice convegno, ma la costruzione concreta di una rete. È questo il messaggio forte emerso dall’incontro, promosso dalla presidente delle Guardie Ambientali d’Italia avv. Concetta Galotto che si è svolto questa mattina al Liceo “Mons. Bartolomeo Mangino” di Pagani, dedicato ai temi della legalità, della sicurezza e della violenza di genere.
Una rete fatta di scuola, istituzioni, forze dell’ordine e associazioni, unite da un obiettivo comune: parlare ai giovani non con toni paternalistici, ma con chiarezza, ascolto e responsabilità.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della Dirigente scolastica, Prof.ssa Ezilda Pepe, che ha sottolineato come la scuola non sia soltanto luogo di formazione didattica, ma presidio educativo e civile. A seguire, il Vice Presidente delle Guardie Ambientali d’Italia, Dott. Armando Esposito, ha ribadito il valore della prevenzione e della cultura della legalità come strumenti fondamentali per costruire comunità più consapevoli.
Accanto ai vertici dell’associazione erano presenti anche i volontari delle Guardie Ambientali del presidio territoriale Centola-Palinuro, testimonianza concreta di un impegno che nasce dal territorio e per il territorio, fondato sul servizio, sulla presenza e sulla collaborazione con le istituzioni.
Il cuore dell’incontro è stato rappresentato dagli interventi delle autorità giudiziarie e delle forze dell’ordine, che hanno offerto ai ragazzi uno sguardo diretto e concreto sulle conseguenze delle scelte sbagliate.
Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Salerno dott. Angelo Frattini ha posto l’attenzione su un punto centrale: dietro molti comportamenti devianti non c’è soltanto cattiveria, ma fragilità, bisogno di appartenenza, solitudine. Tuttavia, ogni gesto ha conseguenze e può incidere profondamente sul futuro di un giovane.
Di grande impatto anche la testimonianza di Don Aniello Manganiello, che ha invitato i ragazzi a non cercare nel gruppo o nella ribellione una risposta al bisogno di essere riconosciuti, ma a trovare nel rispetto e nella responsabilità la vera forza.
Il Questore di Salerno Giancarlo Conticchio si è rivolto direttamente ai ragazzi con parole semplici ma profonde, invitandoli a costruire il proprio futuro partendo da valori concreti: gentilezza, rispetto, amore verso se stessi. Ha parlato di empatia come chiave per comprendere l’altro e prevenire conflitti, ricordando che l’indifferenza è un male silenzioso ma devastante. «Essere indifferenti – ha spiegato – significa lasciare spazio alla violenza, al bullismo, alla solitudine. Ognuno di voi può scegliere di non voltarsi dall’altra parte».
L’avvocato Concetta Galotto ha poi richiamato l’attenzione delle ragazze – ma anche dei ragazzi – sull’importanza di riconoscere per tempo i segnali di una relazione malsana. Ha sottolineato quanto sia fondamentale non confondere il controllo con l’amore, la gelosia ossessiva con l’attenzione, l’isolamento con la protezione. Piccoli campanelli d’allarme che, se ignorati, possono degenerare in dinamiche pericolose e, nei casi più gravi, sfociare in gesti estremi.
Un passaggio intenso, che ha riportato il dibattito su un punto essenziale: l’amore vero non limita, non umilia, non impone ma rispetta sempre.
Un momento di grande attenzione in aula, perché il futuro si costruisce anche imparando a
difendere la propria dignità e la propria libertà.
Significativa anche la presenza del Colonnello Filippo Melchiorre, Comandante Provinciale dei Carabinieri, che ha richiamato il valore della legalità come tutela della libertà e non come semplice imposizione di regole.
Accanto a lui, il Capitano Luca Patrizi, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Nocera Inferiore, ha sottolineato il ruolo fondamentale della prevenzione e dell’educazione alla responsabilità economica e sociale, soprattutto in un territorio che chiede attenzione e presenza costante delle istituzioni.
Il dato che più ha colpito – 45 minori arrestati e 38 misure cautelari applicate nel corso dell’anno appena trascorso, non è stato presentato come una statistica fredda, ma come un segnale che impone un impegno condiviso.
E proprio qui si è costruita la rete.
Una rete che non punta il dito contro i giovani, ma li riconosce come parte della soluzione. Una rete che mette insieme scuola, associazioni e forze dell’ordine non per reprimere, ma per prevenire, ascoltare e accompagnare.
L’evento è stato moderato con sensibilità e professionalità dalla giornalista del quotidiano La Città, Luisa Trezza, che ha guidato il dibattito con domande puntuali e riflessioni capaci di coinvolgere i ragazzi, mantenendo vivo il confronto e favorendo un dialogo diretto tra studenti e relatori.
Il dibattito con gli studenti è stato intenso, partecipato, a tratti emozionante. Le domande hanno toccato il tema del gruppo, della pressione sociale, delle relazioni tossiche, del confine tra errore e reato. Segno evidente che il bisogno di confronto è reale.
Da Pagani arriva un messaggio chiaro: la legalità non è un limite alla libertà, ma la condizione per costruire un futuro senza catene.
E quel futuro inizia dalle scelte di ogni giorno, ma anche dalla capacità delle istituzioni di fare squadra.
Questa mattina quella squadra si è vista. Ed è da qui che bisogna ripartire.