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Far rivivere i luoghi del passato e valorizzare nuovi patrimoni culturali: è quanto emerso nel corso di un dibattito svoltosi al Castello dei Conti di Acerra (Napoli), grazie alla collaborazione tra Comune di Acerra Soprintentenza, Ministero della Cultura e il Diarc (Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II). Al centro del convegno, gli ‘Studi per il futuro del parco urbano antica città di Suessola, del Mulino di Calabricito e del Real Sito della Lanciolla’, presentazione delle attività didattiche e scientifiche delle aree interessate, che serviranno per far rivivere i luoghi del passato e valorizzare nuovi patrimoni culturali. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Acerra Tito D’Errico, il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Lettieri, Il Soprintendente ABAP Area Metropolitana di Napoli Paola Ricciardi, e rappresentanti del mondo universitario. Un primo risultato è stato raggiunto con la discussione di tre Tesi di Laurea in Progettazione architettonica e restauro che si sono concentrate sul paesaggio a nord di Acerra in corrispondenza del Parco Urbano ‘Antica Città di Suessola’ ad Acerra.
Con la Soprintendenza c’è sempre stato un rapporto prolifico – il pensiero del sindaco Tito D’Errico, nel dare il benvenuto e ringraziare i presenti – ci piace la collaborazione, nel corso degli anni abbiamo fatto tante cose insieme. Il nostro dirigente, insieme ai suoi collaboratori, ha dimostrato una sensibilità encomiabile: se siamo qui a parlare della rivalutazione e valorizzazione di queste aree e del nostro territorio, è anche grazie all’attività di questi dirigenti. Per tutto quello che si sta facendo ringrazio tutti gli attori di questo bellissimo team. Come dico sempre, Viva Acerra”. “Aggiungo i ringraziamenti agli studenti che hanno studiato l’area di Calabricito – ha detto il Presidente del Consiglio Comunale Lettieristudiare quell’area e ciò che può sviluppare significa tanto per noi acerrani. Il vostro studio rende giustizia al lavoro fatto in questi anni. Da un lato si è lavorato per bonificare l’area, dall’altro, con la collaborazione della Soprintendenza e di tutti le istituzioni preposte, siamo riusciti a fare un lavoro che pone al centro dell’azione amministrativa non solo le bonifiche, ma soprattutto la riqualificazione. Sono infatti in corso dei lavori e l’interesse di centrare la tesi di laurea su queste zone è motivo di orgoglio, che da soddisfazione anche al lavoro che abbiamo fatto. Abbiamo impiantato un seme che ha dato i propri frutti. Tesi che possono essere di aiuto anche per valutazioni future”.