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La Municipalità 7 è sciolta, anzi no. Caos e scontro, sul destino del consiglio municipale di Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno. Ad annunciare lo scioglimento è il centrodestra cittadino, con Fratelli d’Italia e Forza Italia. Motivo: dimissioni di massa dei consiglieri. Ma una nota del Comune di Napoli frena: “Il Consiglio resta pienamente in carica”. Non la pensa così FdI, ad esempio. Il coordinamento cittadino, con il presidente Marco Nonno e il vicepresidente Luigi Rispoli, è categorico: “Le dimissioni in massa alla Settima Municipalità certificano il fallimento politico del cosiddetto “campo largo”, che governa il Comune di Napoli e tutte e dieci le Municipalità”. La crisi nel parlamentino della 7, “esplosa lo scorso 3 febbraio – attaccano Nonno e Rispoli -, non è stata ricomposta nonostante settimane di tentativi. Non sono bastate le segreterie cittadine, non sono bastati i gruppi consiliari, e non è bastato neppure l’intervento del Sindaco, Gaetano Manfredi, nella sua veste di capo della maggioranza a Palazzo San Giacomo e riferimento politico dell’intera coalizione nei territori“. Insomma, per FdI non c’è dubbio: “Per la prima volta si arriva allo scioglimento di un Consiglio municipale: un epilogo grave che lascia un territorio importante senza una guida politica eletta dimostrando tutta l’inadeguatezza di una sinistra divisa e incapace di garantire stabilità”.

A Fratelli d’Italia fa eco Forza Italia. “Le dimissioni di massa che hanno determinato lo scioglimento del Consiglio della Settima Municipalità chiudono una fase amministrativa segnata da gravi criticità nella gestione dei territori – dichiara il segretario cittadino forzista Iris Savastano -. La decisione assunta rappresenta un passaggio istituzionale delicato che impone ora una gestione improntata a trasparenza, competenza e presenza istituzionale reale. Le comunità della Settima Municipalità hanno vissuto per troppo tempo disattenzioni, ritardi e una evidente incapacità di affrontare le emergenze quotidiane, dalla sicurezza stradale al degrado urbano”.  L’esponente di Fi sottolinea: “In questo passaggio delicato, il ruolo del Comune di Napoli è determinante. Il commissariamento non può essere gestito in modo unilaterale o imposto dall’alto. Il Sindaco Manfredi ha il dovere istituzionale di confrontarsi con le opposizioni, ascoltare le forze politiche rappresentative dei territori e garantire un percorso condiviso, rispettoso delle istituzioni e delle comunità coinvolte”.

Ma una smentita alle parole del centrodestra giunge da Palazzo San Giacomo. “In merito alle notizie diffuse circa lo scioglimento della VII Municipalità – si legge -, l’Amministrazione comunale precisa che il Consiglio resta pienamente in carica. L’atto di dimissioni collettive presentato da alcuni consiglieri è da considerarsi giuridicamente nullo e privo di effetti”. Le cause? Mancherebbe la contemporaneità, anzitutto. “L’atto – evidenzia il Comune di Napoli – non è stato sottoscritto e presentato contestualmente dalla totalità dei firmatari”. Si sostiene poi l’esistenza di un’irregolarità formale. “La procedura – aggiunge l’amministrazione – non ha rispettato i requisiti di legge previsti dal Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), che impone la presenza fisica o l’autenticazione delle firme per garantire la validità delle dimissioni”. Pertanto, secondo il Comune “non sussistendo i presupposti per la decadenza degli organi, la Giunta e il Consiglio proseguiranno regolarmente la propria attività istituzionale”. Ma non sono escluse nuove puntate.