Quale destino per Bagnoli? Lo chiede, senza giri di parole, il Wwf al sindaco-commissario di governo Gaetano Manfredi e al governatore Roberto Fico. L’organizzazione ambientalista esprime “sentita e viva preoccupazione per il futuro dell’area” ex Italsider, in una lettera firmata da Luciano Di Tizio (presidente nazionale) e Raffaele Lauria (delegato per la Campania). “Utilizzando l’occasione di un importantissimo evento internazionale – spiega la missiva -, vedrà la realizzazione di pesanti infrastrutture che occuperanno aree precedentemente destinate a rimanere libere e riservate alla pubblica fruizione”. In altre parole, “può mai la Coppa America essere il “cavallo di Troia” per realizzare quel porto diportistico che dopo oltre due decenni di dibattito pubblico era stato evitato da tutta la programmazione pubblica?”.
Il nodo si situa tra le opere per l’America’s Cup e quelle dell’attesa bonifica, prevista da anni. La città di Napoli “ma non solo, attende parole chiare a tale proposito perché – spiega il Wwf – è di tutta evidenza che le autorizzazioni ed i pareri rilasciati per la Coppa America non possono essere automaticamente traslati per il mantenimento di un porto diportistico la cui realizzazione inevitabilmente avrà crescenti necessità di infrastrutture, servizi e viabilità”. Il Wwf, dunque, chiede “cosa rimane di quell’interesse pubblico che, dopo decenni di disastro ambientale, aveva portato a credere che Bagnoli, dopo una bonifica integrale, potesse essere restituita ad una fruizione aperta a chiunque e non prevalentemente destinata a coloro che possono permettersi il lusso di un’imbarcazione pagando il relativo ormeggio e rimessaggio”. Sono gli stessi dubbi manifestati, in questi mesi, dalle associazioni e dai comitati di Bagnoli.
“Oggi il progetto per Bagnoli è ormai condizionato dalla Coppa America che – sottolinea il Wwf – viene utilizzata per realizzare opere permanenti sia a terra che a mare, opere totalmente al di fuori di quello che per due decenni gli atti pubblici (e non solo) avevano indicato”. Nonostante le smentite degli interessati, secondo l’associazione ecologista “nelle tavole di progetto elaborate da Invitalia si può ben vedere come la Coppa America lascerà un vero e proprio porto turistico”. Da qui gli interrogativi: “Ma questo porto permanente chi l’ha deciso? E quando? E come? Dagli atti risulta infatti la decisione di realizzare” solo” un prestigioso evento sportivo internazionale, non altro”.
Ripercorrendo le ultime modifiche di legge, il Wwf ricorda la previsione di far coincidere il commissario di governo col sindaco di Napoli. “Entrata in vigore – evidenzia la lettera – in coincidenza con l’attuale consiliatura comunale, e quindi con la nomina dell’attuale Sindaco avvenuta nell’ottobre del 2021″. C’è poi il nuovo contesto normativo, dettato dal Decreto Coesione del 2024. Con esso si è disposta “la soppressione del ripristino della linea naturale di costa”. La norma, si accusa, avrebbe ““anestetizzato” la procedura di valutazione ambientale strategica che garantiva la visione d’insieme dell’area di Bagnoli all’interno della Valutazione d’Impatto Ambientale per gli interventi di messa in sicurezza funzionali allo svolgimento della Coppa America”. Il tutto “accompagnato da un cambio radicale di strategia – incalza il Wwf – rispetto al danno ambientale certificato da innumerevoli analisi fatte dagli Enti preposti o disposte dalla Magistratura. Tutto questo con buona pace del principio di “chi inquina paga” di cui all’art. 191 del Trattato dell’Unione Europea”. Insomma, per il Wwf “il risanamento di Bagnoli sarà a carico pubblico senza possibilità di esercitare alcuna azione di danno nei confronti dei responsabili del disastro ambientale causato”.
In questo scenario “oggi il Commissario Straordinario autorizza opere a mare – sostiene l’associazione – sostanzialmente irreversibili quali la realizzazione di scogliere a mare perimetrali o l’approfondimento dei fondali antistanti la colmata”. Sebbene si dia atto “che sempre con decreti del Commissario Straordinario sono state predisposte misure di controllo e monitoraggio”, il punto “dei lavori in corso rimane: questi trovano formalmente giustificazione in evento momentaneo e transitorio ma in realtà costituiscono opere permanenti che, come tali, non sono state discusse”. Il Wwf precisa di non essere “certo contrario alla Coppa America”, rammentando la collaborazione per le regate preliminari di Trapani nel 2005. “È certamente però contrario – aggiunge la missiva – ad una strumentalizzazione della Coppa America tesa a realizzare progetti che altrimenti non si sarebbero fatti ovvero si sarebbero eventualmente potuti realizzare con una diversa procedura autorizzativa e con ben altre valutazioni ambientali”. Ai fini di una “estrema chiarezza”, Di Tizio e Lauria chiedono a Fico e Manfredi un “confronto diretto e franco su queste problematiche”.




















