È un vero e proprio ultimatum quello lanciato dalla FP CGIL di Salerno. Al centro della tempesta, il futuro di centinaia di lavoratori precari dell’ASL salernitana: medici, infermieri e personale tecnico reclutato durante l’emergenza e impiegato in progetti vitali come le cure palliative e la rete oncologica.Con i contratti in scadenza tra aprile e giugno 2026 e il silenzio dell’azienda, il sindacato ha rotto gli indugi proclamando lo stato di agitazione.”Non possiamo più accettare questo silenzio. Parliamo di professionisti che garantiscono i livelli essenziali di assistenza e che oggi, nonostante abbiano maturato i requisiti per la stabilizzazione previsti dalla legge, non hanno certezze sul domani. La FP CGIL sarà al loro fianco fino a una soluzione dignitosa”.
Il paradosso, denuncia il sindacato, è normativo. La Legge di Bilancio 2026 e le direttive della Regione Campania autorizzano le stabilizzazioni per chi ha 18 mesi di servizio. Eppure, l’ASL Salerno sembra muoversi a macchia di leopardo: una recente delibera ha prorogato solo alcuni contratti, escludendo settori chiave come l’assistenza primaria.Un rischio che non riguarda solo i lavoratori, ma la tenuta stessa della sanità territoriale, proprio mentre il PNRR richiede nuove forze per le Case di Comunità.La mobilitazione è già partita. Martedì 10 marzo, alle ore 10:00, i lavoratori si ritroveranno in assemblea davanti alla sede di Via Nizza. L’obiettivo è chiaro: ottenere risposte immediate o portare la battaglia nelle aule di tribunale per condotta antisindacale. Per ora, la sanità salernitana resta col fiato sospeso.




















