Incidenza di patologie oncologiche nella città di Napoli, arrivano i dati epidemiologici disaggregati del Registro Tumori. A renderlo noto è Gennaro Esposito, avvocato e consigliere comunale di opposizione. In riscontro a una sua richiesta, l’Asl Napoli 1 ha trasmesso le cifre, inviate per conoscenza anche all’assessore comunale alla Salute, Vincenzo Santagada. Sulla base dei dati, Esposito ha tirato alcune somme, in attesa di ulteriori approfondimenti. “Dopo mesi di attesa e rinvii sono riuscito a fare in modo che i dati del registro tumori fossero pubblicati per distretto” spiega il consigliere, presidente del comitato Vivibilità Cittadina. “Oggi, quindi, ci sono i dati, distribuiti sul territorio – sottolinea – , e sappiamo anche dove ci si ammala di più per ogni municipalità e per quale tipo di tumore”.
Dalla prima analisi dei risultati “emerge chiaramente un dato – afferma Esposito -: nelle aree in cui da anni si denunciano criticità ambientali si registrano livelli più elevati di incidenza tumorale”. Ad esempio, “è impressionante il dato dei tumori al polmone nell’area portuale che va da San Giovanni fino al centro di Napoli, coinvolgendo la VI, IV e II municipalità”. Secondo il consigliere, “tali dati devono spingere i cittadini a chiedere l’adozione di politiche ambientali più stringenti di riduzione delle polveri sottili“. Per intenderci: “Occorre intervenire sulle emissioni delle navi, sul traffico stradale, su quello aeronautico e – aggiunge Esposito – su tutte le fonti di inquinamento che insistono su questi territori”. E qui non manca la critica del consigliere. “Su questo fronte – sostiene -, le amministrazioni che si sono succedute negli anni non hanno dato risposte adeguate e risolutive“. La riflessione si estende anche all’altra area Sin di Bagnoli. “Anche qui – evidenzia Esposito -, troviamo dati rilevanti per mesotelioma e per cancro ai polmoni, patologie che la letteratura scientifica mette in relazione con esposizioni ambientali e industriali”. Il consigliere è lapidario: “Non possiamo continuare a ignorare questi numeri. La salute è il bene più prezioso e oggi abbiamo dati ufficiali che ci dicono che esistono aree della città dove il rischio è maggiore”. Nel suo affondo, ricorda che “ogni famiglia napoletana è stata toccata direttamente o indirettamente dal cancro”, ma “troppo spesso tutto questo non si traduce in una reazione collettiva adeguata”. Dunque, l’interrogativo di fondo: “Cosa aspettiamo per rivendicare i nostri diritti e pretendere che la politica intervenga con misure concrete e strutturali, invece di continuare con interventi marginali e insufficienti?”.
L’ANALISI DEI DATI DEL REGISTRO TUMORI
I dati sono strutturati su tre periodi (2010/2014, 2015/2019, 2020/2022) e suddivisi per genere, per l’intero territorio dell’Asl e in forma disaggregata per ciascun Distretto Sanitario di Base aziendale (DSB). Dal file emerge che il Distretto Sanitario 31 (Avvocata – Montecalvario – Pendino – Mercato – San Giuseppe – Porto) “presenta un’incidenza dei tumori polmonari tra le più elevate dell’Asl Napoli 1 Centro, soprattutto nelle donne nel periodo più recente disponibile (2020-2022)”. Tumori Polmonari Femmine – Incidenza oncologica 2020/2022 risulta: Tg (Tasso Grezzo): 121,16; Tsd (Tasso Standardizzato): 136,23. “Il dato è superiore alla maggior parte degli altri distretti sanitari femminili dell’Asl” riporta l’analisi. “Il Ds 31 presenta – afferma il documento -: una incidenza molto alta dei tumori polmonari; anche un livello elevato di tumori totali. Il quadro suggerisce un’area con esposizione a fattori di rischio importanti: fumo di sigaretta, inquinamento ambientale, esposizioni occupazionali, maggiore fragilità socio-sanitaria“.
Secondo l’analisi, i distretti con il maggiore carico oncologico risultano: 27 (Arenella -Vomero), 32 (Barra – San Giovanni – Ponticelli), 31 (Avvocata – Montecalvario – Pendino – Mercato – San Giuseppe – Porto), 26 (Pianura – Soccavo), 24 (Chiaia – Posillipo – San Ferdinando), 25 (Bagnoli -Fuorigrotta). Il primato spetterebbe dunque all’area collinare. La spiegazione fornita, tuttavia, non coincide con un quadro ambientale critico. Decisivo sarebbe invece il fattore anagrafico. La municipalità Vomero-Arenella è infatti quella più anziana, tra le dieci in città. “I distretti 25 e 32, ricadenti in aree Sin (Siti di Interesse Nazionale per contaminazione ambientale) – prosegue l’analisi -, mostrano effettivamente pattern tumorali che appaiono anomali rispetto ad altri distretti dell’Asl Napoli 1″. Il tumore polmonare nel Ds 25 è: “Nettamente superiore ai distretti meno industrializzati; coerente con esposizioni ambientali tipiche delle aree Sin: combustioni industriali, traffico, PM10/PM2.5, idrocarburi aromatici, fumo“. Nel Distretto 25 il fegato mostra valori elevati: Tsd = 27,75. “È superiore a diversi distretti limitrofi e – si osserva – può essere correlato a: esposizione chimica, solventi, contaminazione ambientale, interazione con fattori metabolici e infettivi”. Nel Distretto 25 compare: Mesotelioma Tsd = 3,85. “Dato epidemiologicamente rilevante perché – si legge nell’analisi – il mesotelioma è fortemente associato ad esposizione ad amianto”.




















