“Ecco a voi il sacco commerciale della città che sta preparando il Comune di Napoli! Tutti d’accordo ad occupare ogni spazio pubblico a fini commerciali!”. Con un video, il consigliere comunale Gennaro Esposito attacca il nuovo Regolamento per le occupazioni di suolo pubblico. La riforma della disciplina, da anni, attende di approdare in aula. Secondo il consigliere, l’arrivo in consiglio è ormai prossimo. Ma anzitutto comporterebbe “un allargamento spropositato delle occupazioni di suolo pubblico”. Esposito, presidente del Comitato Vivibilità Cittadina, denuncia il mancato accoglimento dei suoi emendamenti in commissione Attività Produttive. Proposte tese a operare un giro di vite all’invasione di tavolini e dehors. Lui proverà a rilanciarli in aula. Ma intanto accusa il nuovo regolamento di aprire ulteriori praterie alle occupazioni. “Chiedo ai cittadini: dobbiamo restringerle, visto che non si cammina più?“.
Secondo il consigliere, “il nuovo regolamento prevede la possibilità di occupare in carreggiata e sul fronte opposto, cosa che era stata introdotta come eccezione alla regola: adesso diventa regola”. Inoltre, “prevede la possibilità di occupare il suolo pubblico anche sulle strisce blu“. Niente da fare per le regole più restrittive, invocate da Esposito. E in commissione non è mancato lo scontro con le associazioni dei commercianti, delle quali certe proposte sono state accolte. “Avevo chiesto che chi chiede le occupazioni di suolo pubblico – spiega il consigliere di opposizione – deve indicare anche le occupazioni confinanti, perché così l’ufficio comunale riesce a capire quando la strada è piena e non si può concedere più, o meno. Ebbene, mi è stato detto che i commercianti non possono denunciare questo perché, se l’occupazione confinante è abusiva, loro denuncerebbero un loro collega. Il che è assurdo, perché conosco tanti cittadini che denunciano le occupazioni abusive, perché mai non potrebbe farlo un esercente?”.
Altro nodo: le strisce azzurre di delimitazione delle occupazioni di suolo pubblico. Il nuovo regolamento assegnerebbe l’incombenza al Comune. Esposito proponeva invece di porla a carico del concessionario, ma l’idea sarebbe stata bocciata. Sono decine gli emendamenti del consigliere, al momento scartati. Si tratta di disposizioni per gestire le occupazioni “in armonia con i principi di vivibilità, di accessibilità e di sostenibilità”, come recita quella avanzata per cambiare perfino il titolo del Regolamento. Dettami per assicurare “sempre lo spazio necessario affinché i cittadini possano liberamente e agevolmente utilizzare i marciapiedi e gli altri spazi pubblici”. Ad esempio, alcuni emendamenti puntano ad estendere i controlli anche in corso d’opera. In modo da rendere soggetto anche il rinnovo della concessione ad una verifica del rispetto delle norme. “I Servizi interni all’Amministrazione, inoltre – si legge in una proposta -, possono attivare un processo di monitoraggio e revisione delle domande approvate per assicurare la conformità continua alle normative ambientali e di accessibilità”. Un altro emendamento, sulle concessioni semplificate, dispone l’acquisizione obbligatoria di un parere positivo dell’Area Ambiente e dell’Area Infrastrutture Stradali e Tecnologiche. Altra questione: l’idea di sospendere la concessione, in caso di mancato o parziale pagamento del canone. E poi, all’entrata in vigore del nuovo regolamento, la richiesta di revocare di tutte le occupazioni concesse con la normativa Covid. Altre proposte riguardano percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti, e una stretta sul rapporto tra servizi igienici e posti a tavola esterni. Se ne riparlerà, se va bene, al momento del voto in consiglio comunale.




















