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Trent’anni fa la Legge 109/1996 ha spezzato un circolo vizioso, ciò che le mafie avevano rubato alla collettività doveva tornare alla collettività. Da allora centinaia di immobili in Campania sono rinati e divenuti laboratori di cittadinanza, scuole di mestiere, spazi dove il talento viene riconosciuto.

Secondo la ricerca effettuata sul portale dell’ANBSC, a Castellammare di Stabia risultano diversi beni confiscati già assegnati a uso sociale. Non sono solo numeri, sono luoghi che hanno cambiato destinazione, da simbolo di potere illegale a presidio di comunità.

Domani mattina l’Ostello Social Z Lab di Napoli apre le sue porte con l’Open day “Beni Confiscati Porte Aperte”, promosso dal Comune di Napoli, dalla Fondazione Pol.i.s. e da Libera. Per qualche ora quei cancelli che un tempo separavano diventano varchi aperti. Dentro c’è il cuore pulsante di una restituzione che si sente, si respira e si impara.

Protagonista è il Laboratorio “Moda Remix”, percorso attivo negli spazi gestiti dalla Cooperativa Sociale AMIRA. Qui la sartoria sociale trasforma scarti in creazioni, il riuso diventa mestiere, l’artigianato diventa riscatto. Tra ago, filo e idee i ragazzi imparano un mestiere e imparano che la legalità può avere il volto di un’opportunità concreta.

Da oggi e fino al 22 maggio cooperative e associazioni aprono le porte dei beni confiscati assegnati in tutta la città. Visite guidate, laboratori, incontri: occasioni per capire che la lotta alle mafie non si gioca solo in tribunale, ma anche nei quartieri, nelle aule, nei laboratori. Il percorso confluirà il 23 maggio, Giornata della Legalità, nel ricordo della strage di Capaci.

L’Open Day di AMIRA è un’occasione per raccontare un modello di cittadinanza attiva che mette al centro i ragazzi e il territorio.

“Partecipare a ‘Beni Confiscati Porte Aperte’ significa affermare con forza che i beni confiscati possono e devono diventare strumenti concreti di riscatto sociale e crescita collettiva ”, dichiara Manuela Capozzi, presidente della Cooperativa Sociale AMIRA. “Z Lab oggi è un luogo vivo, aperto e attraversato ogni giorno da esperienze educative, creative e relazionali che dimostrano come la legalità possa tradursi in opportunità reali per il territorio e per le nuove generazioni”.

“La restituzione dei beni confiscati alla collettività acquista valore quando questi spazi diventano luoghi capaci di generare partecipazione, formazione e inclusione ”, aggiunge Capozzi.“Attraverso il Laboratorio Moda Remix e le attività di Z Lab costruiamo percorsi che uniscono creatività, sostenibilità e protagonismo giovanile, restituendo senso e futuro a luoghi che un tempo rappresentavano l’opposto”.

La legalità è una porta, se resta aperta, accoglierà e contagerà.