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Mentre il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca ha già nominato la sua giunta, il collega primo cittadino di Avellino, Nello Pizza, ancora è in attesa della proclamazione e questo gli consente gioco facile per approfondire le valutazione per la composizione del suo esecutivo. 

All’indomani della netta vittoria al primo turno del candidato del centrosinistra e del “Campo Largo” e con una maggioranza blindata di 20 consiglieri comunali, il neo-sindaco si trova ora ad affrontare il delicato rebus delle nomine per l’esecutivo di Palazzo di Città.

La linea tracciata da Pizza è chiara ma prudente: la nuova squadra di governo sarà eminentemente politica, specchio fedele dei pesi e delle preferenze raccolte dalle liste della coalizione, ma lascerà spazio a profili strettamente tecnici per le deleghe più delicate e strategiche, in primis l’Urbanistica e il Bilancio.

Il Partito Democratico, trainato dallo straordinario risultato elettorale (primo partito in città con quasi il 21% dei consensi), reclama un ruolo centrale. Ai dem spetterebbero sulla carta quattro assessori, ma l’esigenza di garantire pluralismo alla coalizione potrebbe fermare la quota a tre deleghe pesanti più la Presidenza del Consiglio Comunale al più votato Ettore Iacovacci.

Tra i nomi blindati in quota PD spiccano quelli di Luca Cipriano, destinato quasi certamente alla Cultura (forte anche dell’esperienza passata alla guida del Teatro Gesualdo), e Enza Ambrosone, mentre resta vivo il confronto per un inserimento che rappresenti l’area Schlein, con Sara Iannaccone in odore di promozione in giunta. 

Spostandosi sugli alleati, il ruolo di vicesindaco sarà prerogativa del Movimento 5 Stelle: la partita interna al Movimento vede appaiati Antonio Aquino (il più votato tra i pentastellati) e la coordinatrice provinciale Maura Sarno. Per quanto riguarda il delicato settore delle Politiche Sociali, il pallino è nelle mani della sinistra radicale (Alleanza Verdi e Sinistra – Avellino Città Pubblica), dove si profila un “derby” politico tra il già consigliere Francesco Iandolo e l’ex parlamentare Giancarlo Giordano. In corsa per un assessorato ci sono anche Sergio Trezza, leader delle preferenze per la lista “Casa Riformista”, e una figura femminile in quota “Noi di Centro” per rispettare i vincoli normativi sulla parità di genere (che impongono almeno quattro donne nell’esecutivo a nove).

Se figure come l’ingegnere Nicola Giordano sembrano in pole position per i Lavori Pubblici, il sindaco Nello Pizza è intenzionato a blindare due settori chiave sottraendoli alle mere logiche di spartizione partitica:

  1. L’Urbanistica: Un settore cruciale per il disegno futuro della città e per la gestione dei fondi straordinari, che Pizza intende affidare a un profilo tecnico di altissimo profilo, capace di dialogare con la Regione Campania e superare lo storico isolamento istituzionale del capoluogo.

  2. Il Bilancio: La gestione delle casse comunali richiederà un esperto di conti e finanze pubbliche per garantire la tenuta finanziaria dell’ente all’interno dei rigidi vincoli del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), ottimizzando al contempo le indennità ed evitando sforamenti.

Il sindaco terrà invece per sé la delega strategica al Personale, considerata il vero motore operativo per far ripartire la macchina amministrativa di Palazzo di Città.

Mentre la macchina burocratica attende la proclamazione formale degli eletti, il dibattito interno al Campo Largo promette di estendersi ben oltre i nove posti della giunta. Le trattative dei prossimi giorni riguarderanno infatti anche i vertici degli enti di servizio e delle società controllate, dal Piano di Zona Sociale al consiglio di amministrazione di Grande Srl, fino alla governance del Teatro Gesualdo e del Rubilli. Per Pizza si preannunciano settimane di intensa mediazione per far quadrare i numeri senza sacrificare le competenze necessarie al rilancio di Avellino.