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Dragaggio a Bagnoli, un video intende sollevare dubbi sulle operazioni. “Mi è stato mandato, è di un cittadino attento di Bagnoli” premette il consigliere comunale Gennaro Esposito, in un post sui social.

“Mostra le modalità di dragaggio dei fondali – scrive il consigliere -. Si dice che i fondali sarebbero inquinati da IPA PCB e da Metalli Pesanti. In Commissione Ambiente a cui ho partecipato, il Sub Commissario Filippo De Rossi, ha riferito che si sarebbe utilizzata una benna sigillata che non avrebbe lasciato fuoriuscire il materiale dragato per evitarne la dispersione in acqua.

Ebbene dal video non pare proprio che si stiano conducendo i lavori in questo modo“.

Esposito dichiara inoltre: “La cosa che poi mi è stata detta in Commissione urbanistica, dal sub Commissario Attilio Auricchio, è che il materiale dragato viene messo ad essiccare all’aria aperta senza alcuna protezione”.

Pertanto, “è legittimo farsi delle domande nella speranza che trovino una risposta”.

Il video dura 49 secondi, e non è specificata la datazione. Fuori campo si ascolta, presumibilmente, la voce dell’autore o di persona accanto a lui.

Sullo sfondo ci sono le operazioni di dragaggio, effettuate da una chiatta.

Materiale che fuoriesce, è allucinante” afferma la voce, mentre il braccio meccanico solleva quanto raccolto nei fondali.

Durante il sollevamento si osserverebbe, infatti, la copiosa fuoriuscita di qualcosa.

Stanno usando una draga che porta una benna aperta, quindi è più la roba che esce fuori che entra dentro” sostiene il commentatore del video.

Loro – aggiunge – dovrebbero usare una draga meccanica o a circuito chiuso, così si chiama tecnicamente, che limita al massimo la fuoriuscita di inquinanti“.

Sulla vicenda, al momento, non si registrano reazioni dal commissariato alle bonifiche.

Lo scorso 8 giugno, da Bagnoli è partito il primo carico diretto in Belgio via mare.

Al porto di Gent sono destinati gli scarti delle prime bonifiche sui fondali, effettuate anche in vista dell’America’s Cup.

Il programma prevede trasporti periodici, fino al completamento delle operazioni di gestione e recupero dei sedimenti di bonifica.

La quantità totale stimata di materiali è di oltre 100mila tonnellate, con lotti di spedizione di circa 7mila tonnellate per nave. Il materiale dragato confluisce nelle otto vasche da 2.500 mü ciascuna, ubicate nelle aree di cantiere, dotate di impermeabilizzazione in Hdpe e sistema di raccolta acque.

Servono per il deposito temporaneo di materiali drenati, destinati al successivo carico sulla nave. Secondo la struttura commissariale di Bagnoli, a tutto l’otto giugno “nessun rifiuto pericoloso è emerso dalle analisi, allo stato. Si tratta di sabbia (predominante), ghiaia, argilla, limo”.

Si sottolinea che per le attività di dragaggio “sono state messe in campo imprese specializzate nel settore, con una priorità per la sicurezza: nell’area sono in corso procedimenti di natura tecnica molto complessi con l’impiego di sistemi di rimozione selettivi ad elevata efficienza che trattengono il sedimento in fase di risalita e minimizzano torbidità”.

Oltre a ciò “sono utilizzati sistemi gps e software di controllo per garantire la massima precisione dell’escavo e la costanza della quota finale”.

Riguardo alla sicurezza, si precisa, “esistono diverse misure di confinamento e controllo della torbidità, con apposite barriere (silt curtains e bubble screen) e monitoraggi continui in corrispondenza dei recettori più sensibili, con registrazione dei valori di torbidità collegati con procedure di sospensione dei lavori in caso di superamento delle soglie”. 

LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI

Una richiesta di accesso agli atti arriva da Esposito, indirizzata ad Arpac e Asl Napoli 1. “Molti cittadini residenti del quartiere Bagnoli – spiega nell’istanza il consigliere comunale -, mi hanno segnalato che i dragaggi del fondale del Sin di Bagnoli stanno avvenendo con modalità di estrazione che lascia cadere e disperdere nell’acqua i materiali dragati, come
da video che Vi invio in allegato. Tale modalità non corrisponderebbe a quanto in sede di Commissione Comunale Ambiente è stato riferito dal subcommissario Prof. Filippo De Rossi il quale qualche mese fa, prima che iniziassero i lavori di dragaggio, dichiarò che ciò sarebbe avvenuto con benne da dragaggio sigillate, che non avrebbero lasciato disperdere il materiale nell’acqua”. Come sostenuto in precedenza, Esposito riporta nella richiesta che
l’11 giugno u.s., in Commissione Urbanistica del Comune di Napoli, alla quale partecipava anche la struttura Commissariale, il sub commissario Attilio Auricchio ha riferito che i materiali dragati sono classificati come rifiuti senza specificare di che tipo (speciale, pericoloso o inerte) nonostante vi fu mia esplicita richiesta che rimase senza risposta. Il medesimo sub commissario Auricchio riferiva anche che il materiale dragato veniva lasciato asciugare all’aria aperta per poi essere spedito all’estero”. Nell’istanza si sottolinea che “da
informazioni stampa ma anche da numerose dichiarazioni pubbliche di tecnici come il Prof. Benedetto De Vivo, viene affermato che i sedimenti dei fondali di Bagnoli sarebbero altamente inquinati da IPA, PCB e metalli pesanti e che sarebbero anche molto pericolosi per l’ambiente e per l’uomo”. Esposito motiva dunque la richiesta di chiarimenti con la
trasparenza che deve esserci al fine di evitare inutili allarmismi ed a tutela della salute pubblica”,  precisando di voler sapere se Arpac e Asl stiano “conducendo analisi specifiche sui materiali estratti”. In caso affermativo, chiede di ricevere i risultati o di renderli pubblici.