Tempo di lettura: 3 minuti

Alle dodici in punto di oggi si è chiuso il termine per la presentazione delle candidature alla presidenza della Provincia di Benevento. E l’ultima ora è stata la più lunga: fino all’ultimo minuto si è atteso l’arrivo alla Rocca dei Rettori degli emissari del Partito Democratico e dei suoi “alleati naturali” con gli incartamenti e, soprattutto, con un nome. Ma quella salita non c’è mai stata.

La sinistra resterà a guardare? È questo l’interrogativo a cui, da oggi, tutti proveranno a dare una risposta.

La corsa, intanto, ha assunto i contorni di una sfida a due. Da una parte Nino Lombardi, sostenuto da Noi di Centro, da qualche pezzo di fuoriusciti dem, dagli amministratori di Italia Viva e, forse, dal Movimento 5 Stelle. Dall’altra Claudio Cataudo, sindaco di Ceppaloni, candidato del centrodestra unito.

Restano fuori dalla contesa il Partito Democratico e i suoi “alleati naturali”, ossia AVS e Avanti-PSI. Gli stessi che al Comune di Benevento siedono sui banchi dell’opposizione al sindaco Clemente Mastella.

Per loro la scelta più naturale sarebbe il non-voto. O meglio, il voto di protesta: una scheda bianca o nulla, identitaria. Per contarsi. Per non svendere i propri ideali e mantenere la barra dritta, presentandosi alla vigilia delle amministrative di Benevento città con una proposta forte e alternativa a Mastella. Ma stando alle indiscrezioni raccolte, non sarebbe questa la direzione. E le parole di Cataudo, che parla di “campo giusto”, suonano come una conferma.

Nel sottobosco della politica sannita si vocifera infatti di un accordo tra il centrodestra e Umberto Del Basso De Caro. Il ras piddino sarebbe pronto a far convogliare i voti d’apparato sul candidato del centrodestra per provare a sconfiggere Nino Lombardi. Allearsi anche a destra, insomma, pur di mandare a casa Mastella e i suoi.

Ed è proprio qui che l’operazione mostra il suo lato più scivoloso. Perché se è vero che il voto di Del Basso De Caro – consigliere comunale a Castelfranco in Miscano – può confondersi tra le centinaia di schede azzurre della sua fascia, discorso ben diverso vale per i consiglieri dem di Benevento città, dove il voto ponderato è praticamente palese. Ritrovarsi in cabina elettorale con la tessera del PD in tasca e una croce sul candidato sostenuto dalla Lega è un’immagine che difficilmente renderà felice Piero De Luca. Né, tantomeno, Elly Schlein.

Una strategia, quella attribuita a Umberto Del Basso De Caro, che rischia peraltro di presentare il conto proprio nel momento peggiore: i rappresentanti del PD in consiglio comunale potrebbero ritrovarsi alla vigilia delle comunali senza lo scudo del partito, esposti alle accuse di aver consegnato la Provincia al centrodestra.

Resta da capire, dunque, se nelle prossime ore prevarrà la linea identitaria dell’Aventino, con la sinistra che si conta e si prepara alla battaglia vera di Palazzo Mosti, oppure se il richiamo della realpolitik – e la voglia di regolare i conti con Mastella – finirà per pesare più delle bandiere. In entrambi i casi, il voto per la Rocca dirà molto più della Rocca stessa.