Circa 50 persone per un flash mob in piazzetta Montesanto, a sottolineare: “Napoli non è in guerra. Riprendiamocela”. Restano intanto in carcere tre indagati per i fatti di lunedì 29 giugno, dopo l’udienza di convalida. Ma una risposta della società civile arriva dai luoghi dove, cinque giorni fa, si sono viste scene da far west. Immagini di violenza circolate ovunque, grazie a video divenuti virali. Stasera in piazza c’era un flash mob per dire no a tutto questo. “Quello che è accaduto a Montesanto – dichiarano il deputato di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, e Nelide Milano della Rete per la Sicurezza Minori e Adolescenti – non può essere archiviato come l’ennesimo episodio di cronaca. Persone armate in pieno centro, spari tra i passanti, paura, violenza: è un fatto di una gravità inaudita che colpisce al cuore l’intera comunità e richiede una risposta immediata e senza tentennamenti”.
La manifestazione di oggi serviva a “a far sentire la propria voce”. Perché “se restiamo in silenzio – aggiungono Borrelli e Milano – rischiamo di cedere il passo alla paura e di lasciare che l’illegalità occupi stabilmente i nostri spazi di vita quotidiana. Napoli e i napoletani perbene meritano molto di più”. L’appello dei manifestanti è a “disarmare subito la città, liberare le strade dalla camorra e dalla delinquenza e riprenderci il nostro futuro”.
Sul fronte investigativo, si registra una prima conferma al lavoro di questi giorni. Restano in cella Giuseppe Triuolo ed Emanuele Iaccarino, sottoposti a fermo nell’ambito delle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Dda di Napoli sulla rissa con sparatoria di lunedì scorso. Al primo si contestano i colpi di pistola in aria, al secondo di essersi aggirato in piazza imbracciando un kalashnikov. Nell’udienza di convalida, il gip del tribunale di Napoli conferma il carcere anche per Gianluca Calvanese, 38 anni, arrestato in flagranza di reato ndurante i controlli della Polizia di Stato, scattati dopo la maxi rissa. L’uomo è accusato di possesso di una pistola calibro 9 con la matricola non registrata e 12 colpi nel caricatore. Non convalidato invece il fermo emesso nei confronti di Arianna Rossetti. Per la 32enne, il giudice ha rigettato la richiesta della misura cauteale, disponendo la scarcerazione dal carcere di Santa Maria Capua Vetere. Alla donna veniva contestata la detenzione – aggravata – di una pistola, non trovata dalle forze dell’ordine: si sarebbe trattato dell’arma il cui uso è contestato a Triuolo.




















