Sabato scorso Benevento ha finalmente riabbracciato Piazza Risorgimento. Dopo anni di lavori, rinvii e polemiche, il nastro è stato tagliato e la città si è ripresa uno dei suoi luoghi simbolo. Ma mentre la nuova piazza viene consegnata alla città e alle polemiche social, un’altra partita, ben più delicata, resta ancora tutta da giocare.
Domani, 9 luglio, davanti alla sezione civile del Tribunale di Benevento, si terrà infatti una nuova udienza del contenzioso che vede contrapposti il Comune di Benevento e la società Lumode, nell’ambito della vicenda del project financing relativo al Terminal e a Piazza Risorgimento, finito nel mirino dell’ANAC e poi definitivamente naufragato. All’attenzione del giudice ci sarà la consulenza tecnica d’ufficio (CTU) depositata lo scorso 15 giugno, passaggio destinato a rappresentare uno snodo fondamentale dell’intera causa.
Ed è proprio questo il paradosso. La piazza è stata inaugurata, le luci si sono accese, le fotografie della cerimonia hanno fatto il giro del web, gli architetti social si sono scatenati. Ma sul piano giudiziario il capitolo è ancora apertissimo. E potrebbe avere conseguenze economiche tutt’altro che trascurabili.
D’altronde la storia di Piazza Risorgimento è stata tutto fuorché lineare. Il progetto originario prevedeva una complessiva riqualificazione dell’area attraverso il project financing che comprendeva anche l’area dell’ex terminal degli autobus. Un’operazione poi travolta dalle contestazioni dell’ANAC, che portarono alla bocciatura dell’intera procedura e all’apertura del contenzioso tra il Comune e la società proponente.
Da quel momento è iniziata una lunga battaglia fatta di carte bollate, ricorsi e richieste risarcitorie. Una vicenda che Anteprima24 aveva già ricostruito nei dettagli, evidenziando come il rischio non fosse soltanto amministrativo ma anche economico: quello di un eventuale risarcimento che, in caso di soccombenza dell’Ente, finirebbe inevitabilmente per gravare sulle casse comunali e, quindi, sui cittadini.
Nel frattempo Palazzo Mosti ha scelto una strada diversa, portando avanti la riqualificazione della piazza con fondi pubblici. Un intervento che, come precisato in una nota dal Comune, è costato 1.847.928,20 euro, ai quali si sono aggiunti circa 330 mila euro per opere complementari, tra cui i nuovi nebulizzatori e ulteriori lavorazioni, oltre IVA.
Una cifra importante che ha consentito di restituire alla città uno spazio completamente rinnovato, ma che non chiude definitivamente la vicenda. Il contenzioso con Lumode continua a seguire il suo percorso nelle aule giudiziarie.
L’udienza di domani non rappresenterà verosimilmente la parola fine, ma costituisce un passaggio decisivo. La discussione della CTU potrebbe infatti orientare gli sviluppi della causa e contribuire a delineare il quadro delle eventuali responsabilità e delle possibili conseguenze economiche.
Insomma, il cantiere di Piazza Risorgimento può dirsi concluso. Quello giudiziario, invece, è ancora lontano dall’abbassare la saracinesca. E il rischio che il conto finale possa essere pagato, ancora una volta, dai cittadini beneventani resta tutt’altro che archiviato.
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