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Avellino Cura Comune”, è questa l’etichetta scelta dall’amministrazione comunale di Avellino per rilanciare una serie di misure sul decoro urbano, dopo l’approvazione in  Giunta degli indirizzi e gli obiettivi del progetto, finalizzato alla cura, alla valorizzazione e al miglioramento degli spazi pubblici cittadini.

Ad illustrare i dettagli, Enza Ambrosone, assessore ai Lavori Pubblici, Fondi regionali ed europei, Verde pubblico e cura della città, Smart city e innovazione: “Si tratta di un’iniziativa che traduce in azioni concrete le linee programmatiche espresse dal sindaco durante la campagna elettorale, sulle quali l’amministrazione ha ricevuto un chiaro e forte mandato da parte della cittadinanza. Vogliamo puntare con decisione su una città accogliente, ordinata e pulita”, l’amministrazione stia mettendo in campo tutte le risorse a disposizione, sia attraverso la valorizzazione del personale interno sia mediante la pianificazione strategica per l’accesso a nuovi finanziamenti.

Dobbiamo immaginare lo spazio pubblico come l’estensione della cosa privata. Solo attraverso questo cambio di paradigma sarà possibile costruire un nuovo modello di città.
Questo progetto rischia di non essere sufficiente se non sarà condiviso, e se verrà a mancare la collaborazione e la partecipazione attiva dei cittadini.”
Un percorso che l’assessore definisce esplicitamente come “una scommessa su cui investire”, consapevole che i tempi di assimilazione collettiva non saranno immediati.

Proprio per questo, il Comune intende muoversi su un doppio binario: da un lato, una massiccia campagna informativa da veicolare in modo capillare nelle scuole della città e attraverso la collaborazione con il tessuto associativo locale; dall’altro, una necessaria e severa attività di controllo del territorio. Di qui una serie di ordinanze (CLICCA E LEGGI QUI)

Non da ultimo il piano generale del verde pubblico che sarà aggiornato a settembre,  “inteso non più come mero elemento ornamentale, ma come pilastro fondamentale della salute pubblica e della transizione ecologica. Gli uffici comunali hanno già avviato un monitoraggio e una programmazione mirata alla cattura di risorse extra-comunali.

“Siamo nell’anno del Signore 2026
— ha concluso Enza Ambrosone — e i cambiamenti
climatici in atto ci impongono condizioni e responsabilità non più procrastinabili. Guardare con assoluta attenzione alla salvaguardia del patrimonio ambientale e alla nuova piantumazione ad Avellino non è più solo un’opzione, ma un dovere morale e politico verso le future generazioni”.