Un anno dopo, Campoli del Monte Taburno torna a fermarsi. Lo farà oggi, giovedì 23 luglio, quando la comunità si ritroverà per ricordare Mario Orlacchio e Roberto Caporaso, le due vittime del tragico incidente avvenuto sulla Fondo Valle Vitulanese il 23 luglio dello scorso anno. Per ricordarli, questa sera alle ore 19 nella chiesa di San Nicola, sarà celebrata una messa in suffragio dedicata a entrambe le vittime dell’incidente. Un momento di preghiera e raccoglimento al quale prenderanno parte familiari, amici e tanti concittadini che, dodici mesi dopo, continuano a portare nel cuore il ricordo di Mario e Roberto.
Quel giorno, un anno fa, Campoli del Monte Taburno fu travolta da una notizia che nessuno avrebbe mai voluto ricevere. Quella che doveva essere una normale mattina d’estate si trasformò, nel giro di pochi istanti, in una tragedia. Lungo la Fondo Valle Vitulanese, all’altezza dello svincolo di Castelpoto, le auto condotte da Mario Orlacchio, 37 anni, e Roberto Caporaso, 52 anni, si scontrarono violentemente. Un impatto devastante che non lasciò scampo ai due campolesi. Mario morì sul colpo. Per Roberto, invece, i sanitari del 118 tentarono disperatamente di strapparlo alla morte, ma ogni tentativo di rianimazione si rivelò vano.
Il dramma della Fondo Valle Vitulanese ha spezzato due vite e cambiato per sempre la storia di due famiglie. Mario lavorava per un’azienda del territorio. In passato era stato operatore in un centro di accoglienza. Roberto era un consulente del lavoro. Viveva con la madre e la sorella e aveva appena ottenuto il passaporto. Di lì a pochi giorni sarebbe partito per Miami, negli Stati Uniti, per una vacanza che aspettava con entusiasmo. Un viaggio rimasto soltanto un sogno.
A un anno dal dramma della Fondo Valle Vitulanese, il dolore ha lasciato spazio al ricordo, ma non ha cancellato il vuoto. La celebrazione di questa sera sarà l’occasione per ricordare insieme Mario e Roberto, due uomini che continuano a vivere nel ricordo di chi li ha conosciuti e di un paese che non li ha mai dimenticati.




















