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Il consiglio comunale di Napoli approva a maggioranza l’aggiornamento quadriennale 2026-2029 della Tari. Ma in aula c’è anche il duello tra l’assessore all’Igiene urbana, Vincenzo Santagada, e il consigliere d’opposizione Gennaro Esposito. Al centro delle schermaglie i controlli contro gli sversamenti illeciti. “Il livello sanzionatorio è molto basso” attacca Esposito, enumerando le “criticità rilevanti”, a base del suo voto contrario. Per di più, “negli atti non c’è un piano straordinario di controlli e repressione degli illeciti”.

Nella sua relazione, il consigliere non le manda a dire: La città è sporca, la raccolta rifiuti è uno dei servizi pubblici su cui i cittadini esprimono il maggior livello di insoddisfazione”. Ricordando i “262 mln di euro l’anno di entrate tariffarie“, riporta le lamentele dei cittadini sui “cumuli di rifiuti in molte aree”. Ma al momento di replicare, Santagada si concentra sul dato dei controlli. “Tre anni fa, quando ho avuto la delega dal sindaco – premette l’assessore -, avevamo solo due ispettori ambientali. Ho fatto subito richiesta di potenziarli. Al momento sono dieci, non tutti operano sul territorio perché una parte si occupa della parte amministrativa“. Santagada garantisce di aver sollecitato il nuovo amministratore di Asia a “potenziare ancora di più il numero degli ispettori”. Però rivendica: “Abbiamo più che quadruplicato le ispezioni e le sanzioni”. La chiosa è al curaro: “Esposito non ama leggere i miei messaggi, io vi informo su tutto”. Il consigliere accetta la sfida, e cala un’altra carta: “L’incidenza delle sanzioni sulle municipalità”. Prima della seduta, è stato infatti inviato un report di Asia. Parla dei verbali per gli illeciti conferimenti. “Prendiamo la Municipalità 4 – dice Esposito – siamo allo 0,99% di multe su mille abitanti. Abbiamo aumentato le sanzioni, ma rispetto a che?“. Nello scorso mese di maggio, alla Municipalità 8 “siamo a zero verbali, sono diventati tutti virtuosi?” ironizza ancora il consigliere.

Secondo le cifre diffuse, nei primi cinque mesi di quest’anno, a Napoli risultano elevati 1900 verbali. L’importo complessivo: circa 264.000 euro. Controlli effettuati: 1.365. L’illecito più sanzionato (507 verbali): conferimento con modalità diverse da quelle previste. L’importo complessivo più salato (82.000 euro), però, tocca alla violazione degli obblighi di pulizia e differenziazione rifiuti. A pagarlo è la categoria ristoranti-bar. Tra le dieci Municipalità, il record di verbali (472) spetta proprio alla quarta, dove si registrano anche più controlli (286). Meno verbali di tutti in periferia nord, tra la settima (15) e l’ottava (12). La Municipalità 8 è anche quella con meno ispezioni nel 2026: solo 45. Dal confronto tra gli ultimi due anni, emerge tuttavia un calo dei verbali rispetto al 2025. Santagada intanto aggiorna sulla differenziata: “È salita dal 34% al 45%, fino a sfiorare il 65% in alcuni quartieri“. L’amministrazione sottolinea come “anche quest’anno” la Tari non sia aumentata. Un dato in chiaroscuro. Secondo uno studio della Uil, nel 2025 Napoli era già nella top ten delle città più care. Il costo medio della tassa rifiuti si sarebbe aggirato sui 499 euro.