Non tantissimi ma questo non era importante. L’incontro è stato organizzato in poco tempo, una chiamata in fretta e furia col solo spirito di ritrovarsi e condividere un momento, un ricordo e una colonna sonora della propria vita.
La morte di Guccini ha toccato tante persone, in ogni latitudine dello stivale. Un filosofo della canzone, un militante della musica italiana, uno scrittore di melodie e racconti, divisivo nel pensiero ma unificante nella considerazione.
E l’eco di questa morte è arrivata anche a Benevento. L’idea era quella di darsi appuntamento alle 21 in Piazza Risorgimento, armati di chitarra, per un flash mob dedicato al cantautore modenese.
La chiamata è stata recepita, non tantissimi, il tempo a disposizione era poco ma non era importante il numero. Certo sarebbe stato quel tocco in più pensare a una filodiffusione nei punti nevralgici della città. Poteva essere quel qualcosa in più da regalare all’intera città.
Ciò che contava era esserci per chi è cresciuto e si è costruito con Guccini, era condividere riflessioni e ascoltare la sua musica da cantare a squarciagola mentre attorno i bambini animavano la Piazza.
Inconsapevoli di ciò che stava capitando, per loro era una festa correre in bici, giocare col pallone sulle note di Guccini. Per i genitori è stata la stessa cosa, una sorta di festa alla memoria con la consapevolezza che nonostante tutto le sue canzoni continueranno ad essere parte integrante della vita di chi lo ha amato.


















