I comitati e le associazioni firmatari Ambiente e Diritti Calpestati – Caserta – Francesca Brizzi Comitato NO CAVE – Avv. Iolanda Coscia Comitato di Quartiere Centurano-Cerasola – Rita Piantadosi Parrocchia San Bartolomeo – Don Nicola Lombardi Giardinieri Senza Frontiere – Pietro Scola hanno inviato una nota alla stampa contro cave, cementifici e impianti di trattamento dei rifiuti.
Ecco il testo: ” Basta passerelle politiche sulla pelle dei cittadini. Le cave non si fermano con gli slogan, ma con le carte, gli atti e il rispetto della legge. Adesso basta! Siamo stanchi di assistere alla corsa di alcuni movimenti politici ad appropriarsi dei risultati di una battaglia che cittadini, comitati e associazioni portano avanti da anni. Mentre qualcuno pubblica post trionfalistici e rivendica meriti, noi continuiamo a studiare progetti, leggi e documenti, individuare criticità e pretendere controlli e risposte dagli enti competenti. Abbiamo trasmesso numerose Pec, presentato osservazioni tecniche e segnalato criticità ambientali, sanitarie, urbanistiche e idrogeologiche. Se non trascorriamo le giornate su Facebook è perché le trascorriamo a studiare le carte. A chi oggi proclama “Avevamo ragione” chiediamo: quali progetti avete studiato? Quali osservazioni avete presentato? Quali atti avete protocollato? I fatti, non la propaganda! Il diniego annunciato dalla Provincia su facebook sul progetto Iuliano e la sospensione dell’autorizzazione ambientale del cementificio Moccia sono passaggi importanti. Un diniego provinciale non chiude automaticamente il procedimento regionale. Basta annunci sui social! Noi comitati lavoriamo sui documenti, non sulle dichiarazioni politiche! E troviamo assurdo che si possa arrivare ad annullare il presidio del 18 novembre senza attendere la conclusione ufficiale dell’iter regionale. La difesa del territorio non si sospende con un post su Facebook! Riconversione industriale? Riqualificazione delle cave? Leggiamo proposte di «riconversione del cementificio Moccia» e «riqualificazione ambientale delle cave». Ma riconvertire in cosa? Con quali impianti? Con quali emissioni? La tutela dei lavoratori è sacrosanta, ma non può diventare il pretesto per introdurre nuove attività industriali in territori già martoriati e a ridosso del centro urbano. Ricordiamo che proprio dietro il progetto di recupero e riuso ambientale della Cava Iuliano è prevista un’attività di trattamento di 108.000 tonnellate all’anno di rifiuti inerti provenienti dall’esterno! Ecco perché le parole contano e i progetti
vanno letti! Il recupero ambientale non deve diventare un cavallo di Troia per
nuovi impianti industriali. Il territorio ha bisogno di risanamento, sicurezza, non di nuove occasioni di sfruttamento. E dov’era la politica in tutti questi anni? Dov’erano le forze politiche quando le cave devastavano il nostro territorio? Quando i cittadini denunciavano polveri, rumori, traffico pesante e rischi ambientali? Quali controlli sono stati richiesti? Quali provvedimenti sono stati promossi? Noi pretendiamo risposte! Chiediamo che gli enti competenti garantiscano il rispetto della legge e svolgano tutte le verifiche e i controlli necessari! Non può essere sempre rimesso ai cittadini il compito di segnalare irregolarità e
sollecitare opportuni accertamenti. Le nostre PEC sono protocollate, le nostre osservazioni sono agli atti. A chi rivendica meriti politici rispetto ai risultati ottenuti grazie al lavoro dei comitati e associazioni diciamo: mostrate le carte, non i manifesti elettorali.
La salute, il territorio e l’ambiente non sono bandierine da sventolare quando conviene.
Basta chiacchiere. Basta ambiguità. Basta passerelle politiche sulla pelle dei casertani.




















