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“Se il Lungomare di Napoli si trasforma in un Racing Show dove auto da corsa si esibiscono, per me andrebbe anche bene: si tratta di uno dei tanti eventi che contribuiscono alla promozione della città. Però quello che chiedo, e mi aspetterei con grande sincerità e senza polemica, è un pensiero, un piccolo riferimento alle tante vittime innocenti che proprio a ridosso di quell’area e, in generale, nelle strade dei quartieri partenopei hanno perso la vita perché investite da pirati della strada. Non dico assolutamente che una bella iniziativa non si debba fare, ma che parallelamente gli organizzatori e le istituzioni contribuiscano con azioni concrete e un impegno straordinario a mettere le strade di Napoli in sicurezza, anche sul piano culturale: serve una maggiore sensibilità per fermare le tante, troppe tragedie”.

Lo dice ad Anteprima24 Luigi Granata, papà di Rita, 27 anni, investita nelle prime ore di quel maledetto 5 maggio di due anni fa in via Giacomo Leopardi, nel quartiere Fuorigrotta. La ragazza era appena rientrata in taxi e stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando è stata travolta da un’automobile guidata da un giovane. La 27enne è deceduta l’8 maggio, dopo tre giorni di agonia, a causa delle gravi lesioni riportate. La donazione dei suoi organi ha permesso ad altre persone di vivere. Parliamo di una vera e propria mattanza: dal 2022 al 2026 sulle strade di Napoli ci sono state 140 vittime. Occorre fare di più sul fronte della prevenzione, dei controlli, dei dispositivi e delle telecamere, ma anche e soprattutto in termini di cultura stradale. 

Manca ormai poco al semaforo verde per la terza edizione del Napoli Racing Show. Il cuore della manifestazione, dal 27 al 29 novembre, sarà il circuito cittadino affacciato sul Golfo e interesserà esclusivamente l’area pedonale del Lungomare. Una pista che accoglierà circa 60 vetture da corsa, fra queste una trentina di supercar tra Ferrari, Lamborghini, Porsche e Aston Martin. Ci sarà spazio anche per il Rally Master Show, per i prototipi e per le bicilindriche, in un programma che alternerà competizioni, confronti diretti e spettacolari esibizioni.

“Vanno bene tutte le iniziative con i circuiti in sicurezza a cui far partecipare gli spettatori – aggiunge Luigi Granata – però, ripeto, finito l’evento del Racing Show, le istituzioni, e in particolare il Comune di Napoli che ha la responsabilità della sicurezza urbana, devono dare dei segnali inequivocabili alla città: mettiamo più dossi, installiamo più telecamere e, laddove i video riprendono infrazioni come un giovane in sella a una moto a folle velocità su una ruota, come è accaduto di recente in via Leopardi, risaliamo alla targa, inviamo un verbale, ritiriamo la patente e sequestriamo il mezzo”.

“Parlo con il dolore nel cuore – conclude Granata – sono troppe le vittime. Con la Fondazione Cirillo e con tante altre realtà chiediamo ‘Napoli 30’, una città a misura di pedone e in sicurezza. Non si può morire in strada mentre si attraversa sulle strisce pedonali oppure mentre si cammina su di un marciapiede”. 

Anteprima24 vuole ricorda all’Amministrazione comunale  come proprio l’area che accoglierà l’evento abbia dovuto piangere, appena due mesi fa, la morte di Rebecca, turista leccese di 24 anni, travolta e uccisa da un’auto guidata da un 19enne mentre attraversava in viale Dohrn. Cinque mesi fa è toccato a Sossio D’Ambra, 60 anni, investito e ucciso sul colpo all’altezza degli chalet di Mergellina da uno scooter lanciato a folle velocità contromano, il cui conducente fuggiva da un posto di blocco delle forze dell’ordine. A febbraio dell’anno scorso la tragedia ha colpito il 17enne Domenico Cirillo, giovane promessa del basket, travolto mentre attraversava sulle strisce pedonali sempre in viale Dohrn; l’auto assassina era guidata ancora una volta da un 19enne. Nell’ottobre di quattro anni fa era toccato ad Alessandra Navarra, 62 anni, investita mentre attraversava sulle strisce pedonali all’altezza della vicina galleria che collega Mergellina a Fuorigrotta. Ad agosto dello stesso anno era morta Elvira Zriba, 34 anni, travolta da una moto di grossa cilindrata mentre finiva il suo turno di lavoro in uno chalet del Lungomare (tragicamente, pochi mesi prima, il fratello di Elvira, Mustapha, era morto in modo analogo in un’altra zona di Napoli). Un mese dopo era stato Giuseppe Iazzetta, 62 anni, a trovare la morte sul Lungomare, travolto mentre attraversava sulle strisce pedonali.