Riapertura del Parco Ciro Esposito di Scampia, è polemica a distanza tra il Comune di Napoli ed il progettista Enzo Russo, architetto ed urbanista. A dare il la è un post social di Carlo Puca, assessore all’Immagine della Città. L’esponente della giunta comunale diffonde “tre belle notizie”. Ovvero la “imminente riapertura” di tre parchi cittadini. Quello intitolato ai Fratelli De Filippo a Ponticelli (venerdì 20 novembre alle 10.00), il San Gennaro alla Sanità (lunedì 14 dicembre alle 10) e appunto il “Ciro Esposito” (martedì 17 Novembre alle 9.30).
“Dopo ingenti lavori di manutenzione, restauro e rigenerazione di piante e arbusti – annuncia Puca -, Napoli ritrova quindi tre polmoni in città”. Il tutto “in attesa di individuare nuovi spazi verdi, ettari di alberi e prati utili per diminuire il gap tra ambiente e cemento, troppo cemento, figlio di decenni di scelte scellerate che ora ricadono sulla nostra generazione“. Una chiosa al veleno. E forse val la pena di ricordare il recente verdetto, in materia ambientale: l’ultimo posto di Napoli fra i capoluoghi nel rapporto Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente. “Insomma, siamo soltanto all’inizio…” promette l’assessore, con tanto di puntini sospensivi. Chi invece si è portato avanti col lavoro è Russo, già in passato protagonista di accuse sul cantiere del parco di Scampia. Un progetto di cui, avendolo firmato, conosce bene i dettagli. Proprio su presunte difformità dai piani originari, il progettista torna a lanciare accuse. E lo fa rispondendo direttamente al post di Puca, con un commento articolato. “Gent.le dott. Puca – scrive -. Sono l’arch. Vincenzo Russo, progettista, su incarico dopo bando pubblico, degli interventi di riqualificazione del Parco Ciro Esposito a Scampia. Ho letto il suo articolo che, le confesso, trovo estremamente imbarazzante. Comprendo che la funzione che le è stata assegnata è quella di magnificare le sorti di questa amministrazione ma la sua storia professionale e l’onestà intellettuale che la contraddistinguono, avrebbero dovuto consigliarle una maggiore cautela sugli interventi realizzati”.
Quindi Russo passa a sintetizzare le sue osservazioni. “Non si è realizzato – sostiene – nemmeno la metà dei lavori appaltati e finanziati nel 2018 da Città Metropolitana, come sviluppato nel progetto da me elaborato e successivamente approvato e validato dagli uffici comunali e poi appaltato. Tra l’altro dai pochi lavori realizzati emerge pressappochismo, bassa qualità dei materiali e pessima messa in opera, come del resto da me denunciato più volte”. In questo quadro “i cittadini di Scampia risultano doppiamente beffati perché – sottolinea l’architetto – sono stati scippati di interventi fondamentali per il parco “finanziati e appaltati” (connessioni laterali con università, stazione metro, scuole) collegamento con piazza Giovanni XXIII, riqualificazione dell’enorme area asfaltata e degradata dell’ex laghetto, recupero dei lunghi porticati interni” ed aver comunque dovuto sopportare la chiusura del parco per sei anni”. Russo chiude “sperando che non cancelli il mio commento”, e invitando Puca a “fare una passeggiata insieme nel Parco per poterle illustrare la situazione reale per restituire la verità ai napoletani”. Vedremo se l’assessore accetterà.




















