Tempo di lettura: 2 minuti

Sono circa 85mila (importo complessivo 3,9 milioni di euro) gli avvisi di pagamento spediti agli utenti dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, incaricata dall’Asl Napoli 1 di recuperare i ticket relativi a prestazioni sanitarie prenotate e mai disdette. Ma in queste ore c’è chi si muove per chiedere chiarimenti all’azienda sanitaria, a tutela degli assistiti del Ssn. Nel mirino c’è la qualificazione giuridica degli atti in via di notifica. La Rete Sociale No box-Diritto alla Città, infatti, ha inviato oggi una pec all’Asl.

Nell’istanza di accesso agli atti, si ricorda come le norme nazionali disciplinino le conseguenze della mancata presentazione alle prestazioni sanitarie prenotate. “Risulta che – scrive la Rete No Box – siano state avviate procedure di recupero di somme relative a prestazioni sanitarie prenotate e non usufruite, comprese annualità risalenti al 2016. La qualificazione giuridica di tali somme assume particolare rilevanza ai fini dell’individuazione del termine di prescrizione applicabile. L‘articolo 28 della Legge 689/1981 prevede la prescrizione quinquennale del diritto a riscuotere le somme dovute per violazioni amministrative, mentre l’articolo 2946 del Codice civile disciplina la prescrizione ordinaria decennale”. Alla luce di ciò, sarebbe “pertanto necessario chiarire se le somme richieste per mancata disdetta siano qualificate dalle amministrazioni competenti come sanzioni amministrative oppure come crediti ordinari per quote di partecipazione alla spesa sanitaria“.

All’Asl viene dunque richiesto l’accesso ad una corposa documentazione, tra norme e atti amministrativi della Regione Campania, regolamenti e procedure dell’Asl Napoli 1, copie degli atti di recupero delle somme relative alle annualità 2016–2021. Chiesti anche i documenti sull’affidamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione e la posizione degli assistiti esenti.