Figura anche il nome del direttore di gara barese Luigi Nasca nell’elenco dei 5 soggetti (per ora) indagati dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva tra i quali spicca senza dubbio il nome del designatore Gianluca Rocchi che comparirà davanti ai giudici giovedì. Durante la sua lunga carriera, Nasca ha legato il proprio nome al Benevento in due momenti decisivi per la storia della Strega, vale a dire l’andata della finale dei play off di serie C disputata a Crotone (14 giugno 2009, 1-1) e la semifinale degli spareggi per la serie A al Vigorito vinta dai giallorossi con una rete di Chibsah (27 maggio 2017, 1-0). In quest’ultima occasione il fischietto barese, designato come assistente di porta, fu decisivo nell’economia del match inducendo l’arbitro La Penna ad annullare il vantaggio degli umbri al 12’ con Di Carmine, rete macchiata da un fuorigioco inizialmente non visto da giacchetta nera e guardalinee.
Dopo un lungo consulto che tenne con il fiato sospeso un “Vigorito” stracolmo, La Penna decise di seguire il parere di Nasca che era il più vicino di tutti all’azione annullando la rete per off side (netto dopo il colpo di testa di Dezi) in un match poi vinto di misura dal Benevento. Il resto è storia con la marcatura di Puscas che al ritorno consegnò l’accesso alla finale play off ai giallorossi di Baroni nonostante il pareggio dei biancorossi al 91’ con Nicastro. In caso di 1-1 anche all’andata, invece, a passare il turno al termine degli eventuali supplementari sarebbe stato il Perugia che aveva chiuso la regular season in una posizione migliore rispetto ai giallorossi che poi spiccarono il volo in A battendo il Carpi in finale. In un’epoca senza var, il peso nelle decisioni dell’arbitro degli assistenti di porta era ridotto al lumicino, ma per fortuna della Strega quella sera al “Vigorito” La Penna ascoltò Nasca decidendo nella maniera giusta, una sorta di sliding doors che ha cambiato la storia del Benevento.




















