Potrebbe aprirsi una nuova fase nell’inchiesta per concussione che vede coinvolto l’ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, arrestato il mese scorso dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento. Un’indagine che, tra sviluppi investigativi e atti tecnici, sta entrando ora in un momento di possibile svolta.
Nelle ultime 24 ore si registra un elemento significativo sul fronte delle dichiarazioni dell’indagato. Dopo una prima fase segnata dal silenzio, Santamaria – assistito dagli avvocati Antonio Di Santo e Andrea De Longis – avrebbe infatti deciso di rispondere alle domande nel corso dell’interrogatorio svolto in carcere davanti al procuratore Nicola D’Angelo e al sostituto procuratore Maria Colucci. Un cambio di atteggiamento rispetto all’udienza di convalida, quando si era avvalso della facoltà di non rispondere. Massimo riserbo resta sul contenuto delle dichiarazioni rese.
L’indagine trae origine dalla denuncia di un professionista che avrebbe segnalato una presunta richiesta di denaro legata allo sblocco di pratiche edilizie. Secondo l’impostazione investigativa, la somma complessiva contestata sarebbe stata di circa 70mila euro. L’intervento dei militari sarebbe scattato dopo la consegna di una prima tranche di 4mila euro in contanti, circostanza che aveva portato all’arresto in flagranza di Santamaria con l’ipotesi di concussione. Nel corso delle successive perquisizioni, i Carabinieri avrebbero rinvenuto e sequestrato orologi di pregio per circa 100mila euro e 157.400 euro in contanti, oltre a dispositivi elettronici e documentazione amministrativa. Dopo l’arresto, il gip aveva convalidato la misura cautelare in carcere, successivamente confermata anche dal Tribunale del Riesame di Napoli. Nel frattempo il fascicolo si è ulteriormente ampliato. Risultano infatti coinvolte anche due figure dell’ufficio tecnico comunale: Antonella Moretti, dirigente del settore, e Maria Antonella Matticoli, funzionaria, entrambe destinatarie di accertamenti nell’ambito delle verifiche tecniche e amministrative collegate all’indagine.
Intanto questa mattina, alle ore 12.14, negli uffici giudiziari, il pubblico ministero Maria Colucci ha formalizzato la nomina del consulente tecnico d’ufficio, l’ingegnere Lorenzo Laurato, nato a Zurigo e con studio a Napoli, chiamato a occuparsi dell’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati a Santamaria. Si tratta di smartphone e tablet che saranno sottoposti a copia forense e successiva analisi, compresi i dati eventualmente presenti in archivi cloud. Le credenziali di accesso ai dispositivi sono state fornite direttamente da Santamaria.
Le operazioni, ritenute centrali per l’inchiesta, serviranno a ricostruire eventuali comunicazioni e contenuti utili agli approfondimenti investigativi. Nel corso dell’atto erano presenti i difensori delle parti: per Santamaria gli avvocati Di Santo e De Longis, per Antonella Moretti la difesa con consulente tecnico di parte nominato, per Maria Antonella Matticoli gli avvocati difensori con proprio consulente, oltre al legale della parte offesa, rappresentato dall’avvocato Roberto Prozzo, soggetto che ha originato l’inchiesta con la sua denuncia.
Il consulente ha ottenuto l’autorizzazione a svolgere tutte le operazioni necessarie, incluse eventuali attività con ausiliari e l’utilizzo di supporti informatici, oltre alla possibilità di produrre una relazione scritta conclusiva. Le operazioni prenderanno il via martedì 12 maggio alle ore 10, presso uno studio tecnico a Napoli, e dovranno concludersi con il deposito della relazione entro 30 giorni, termine fissato dalla Procura.
Un passaggio tecnico che si affianca ora alle dichiarazioni dell’indagato e che potrebbe risultare decisivo per lo sviluppo dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Benevento.




















