Il Tribunale del Riesame ha deciso di sostituire il divieto di dimora a Benevento con una misura meno restrittiva per una delle maestre coinvolte nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti all’asilo delle Battistine. Per lei è stata disposta l’interdizione dall’esercizio della professione di educatrice per un anno. La decisione arriva dopo il ricorso presentato dall’avvocato Giovanni La Motta, che aveva chiesto di rivedere l’ordinanza emessa dal gip della città. Grazie a questa pronuncia, la maestra, 60enne, potrà tornare in città e riprendere i suoi spostamenti sul territorio, pur rimanendo temporaneamente sospesa dall’attività educativa. Nei giorni scorsi, una collega 36enne aveva ottenuto analoga modifica della misura grazie a un precedente pronunciamento del Riesame di Napoli, assistita dall’avvocato Carmine Ruggiero. Restano in vigore, invece, le misure cautelari per le tre suore coinvolte nell’indagine – due del Madagascar e una delle Filippine, rispettivamente di 34, 59 e 60 anni – per le quali non è stato presentato ricorso. Tutte continuano a essere colpite dal divieto di dimora nella città.
Le accuse si riferiscono a presunti episodi di maltrattamenti nei confronti di dodici bambini nati tra il 2023 e il 2024, documentati attraverso intercettazioni ambientali e video raccolti all’interno dei locali dell’asilo tra novembre e dicembre 2025. L’indagine, coordinata dal pm Olimpia Anzalone e condotta dai carabinieri, era partita a seguito della denuncia presentata da una volontaria del Servizio civile, trasmessa tramite il rappresentante legale di un consorzio accreditato.
Il Riesame, nel valutare la richiesta dei legali, ha ritenuto opportuno limitare la misura cautelare all’interdizione professionale, ritenendo non più necessaria la permanenza del divieto di dimora, pur confermando la gravità degli elementi raccolti nel corso dell’inchiesta.
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