Ecco perchè Forza Italia era ‘Forza Zinzi’: azzurri verso l’estinzione

Ecco perchè Forza Italia era ‘Forza Zinzi’: azzurri verso l’estinzione

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San Cipriano d’Aversa (Ce) – Il Coordinatore di Forza Italia a San Cipriano d’Aversa, Silvestro Diana, ha rassegnato le dimissioni dalla carica ricoperta all’interno del partito cittadino. Una decisione assunta dopo gli ultimi accadimenti che hanno interessato il partito a livello provinciale.
Una politica interna – ha spiegato Diana – che non piace più neanche agli elettori, viste le sceneggiate, gli atti di forza ed altre situazioni ambigue. E tutto ciò per la semplice paura che la forte ambizione dei giovani amministratori avrebbe rottamato quella che oggigiorno può essere definita la ‘vecchia maestranza’. Resterò comunque sempre radicato a questo territorio dove da anni do il mio piccolo contributo e continuerò su questa strada anche in assenza di cariche istituzionali, perché la passione e l’amore verso una terra è un discorso che non tutti possono capire”.

Ecco, questo è il comunicato con il quale il coordinatore azzurro di San Cipriano d’Aversa rassegna le sue dimissioni. Ma queste parole e questo gesto (le dimissioni) le abbiamo già sentite e viste a Caserta, a Santa Maria Capua Vetere, a Trentola-Ducenta e in tutti quei comuni di Terra di Lavoro dove Forza Italia era considerata ‘Forza Zinzi’. Era stato l’impegno del giovane consigliere regionale a ridare nuova linfa ad un partito morto e sepolto nella provincia di Caserta. Gianpiero Zinzi era un riferimento per i tanti giovani che volevano spendersi politicamente sul proprio territorio sotto la bandiera del centrodestra. Non i Cesaro, i De Siano, non le Carfagna. A Caserta città, dopo la disfatta delle ultime elezioni Comunali, quando il partito è riuscito a malapena a far eleggere un solo consigliere, ci ha pensato il giovane Zinzi a ricostruire il gruppo azzurro che in un batter d’occhi è diventato il gruppo più numeroso tra i banchi dell’opposizione. E così in tanti altri comuni di Terra di Lavoro.

Ora, per motivi più personali che politici, il duo (o meglio trio) Cesaro-De Siano aveva deciso da tempo di fare fuori il consigliere regionale casertano nonostante (o a causa de) la sua capacità di raccogliere ben 20mila voti alla prima candidatura di spessore. I vertici di Forza Italia non hanno compreso che in provincia di Caserta il partito stava sopravvivendo perché c’era Zinzi che rappresentava il cambiamento, la speranza, lo spirito del 1994 che ben presto si è diluito tra le pieghe del personalismo politico distante anni luce dalla rivoluzione post tangentopoli.

Forza Italia a Caserta e provincia è morta. Lo dimostrano i dati elettorali (a proposito, chissà come sarebbe andata se gli azzurri avessero candidato Zinzi il 4 marzo) i mal di pancia e le emorragie continua delle giovani leve. Cesaro, De Siano e Carfagna hanno puntato su Giorgio Magliocca, il presidente della Provincia, per provare a far rinascere la fenice dalle sue ceneri. Il buon Magliocca, per ora, tiene botta. Anche grazie alle nomine e alle poltrone che riserva agli amici dei nemici (leggi i militanti di Campania libera). E forse, proprio perché ha compreso il suicidio politico di Forza Italia, che il buon Magliocca finge di essere manovrato dai vertici regionali del partito mentre, nel frattempo, costruisce il proprio salvacondotto tra le fila del movimento di De Luca. Così, quando scadrà il mandato in Provincia, un posticino al sole lo potrebbe trovare anche sull’altra sponda.

Ma torniamo al giovane Zinzi, amico (o meglio ex) di Magliocca che ha contribuito in maniera decisiva alla sua elezione sullo scranno più alto della Provincia. Il consigliere regionale casertano seppur corteggiato dalla Lega e dai salviniani di casa nostra, continua a tirare dritto nonostante gli evidenti disagi all’interno del partito. Sarà importante capire quale strada politica intraprenderà al termine dell’esperienza regionale; ma sarà più interessante (e forse divertente) vedere l’espressione di Silvio Berlusconi quando si renderà conto che centinaia di Zinzi sparsi per l’Italia hanno fatto ‘ciao, ciao’ al suo vetero-partito farcito di affaristi e politicanti di vecchia maniera.


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