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Mentre Pompei attende l’esito del voto, arriva forte e chiaro l’appello di don Ivan Licinio. A scrivere non è un commentatore, ma il parroco della città, voce giovane e vicina alla gente. Classe ’83, giovanissimo, ordinato sacerdote della Prelatura di Pompei il 7 dicembre 2011, don Ivan ha costruito il suo ministero proprio accanto ai giovani, nelle strade, negli oratori, nei momenti difficili. Per questo il suo messaggio pesa più di un editoriale: è un invito al servizio.

“Chiunque sarà eletto Sindaco avrà un onore grande e una responsabilità ancora più grande. Non ha vinto una sfida, ha ricevuto un mandato che appartiene a tutta Pompei” scrive il Don amatissimo dai giovani, con le sue parole mettono subito in ordine le priorità, a fine spoglio nessun vincitori nè vinti, niente tifoserie.

Don Ivan Licinio ricorda che le elezioni possono dividono ma che la comunità deve ricomporsi subito. Maggioranza e opposizione hanno idee diverse, confronti accesi, ed è giusto così. Quello che non è negoziabile è il bene comune. ” La costruzione di una comunità vale più di qualsiasi appartenenza”.

Il cuore del messaggio è per i ragazzi, il suo mondo. Nelle ultime settimane sono stati citati da tutti. Ora, scrive il parroco, “è il momento di passare dalle parole ai fatti”. Non servono promesse solo in campagna elettorale. Servono ascolto, spazi, opportunità, fiducia. Una città che creda in loro prima di chiedere a loro di credere nelle istituzioni.

Don Ivan Licinio chiude richiamando Bartolo Longo, la politica è “forma alta di servizio”, amare la propria terra spendendosi perché nessuno resti indietro. E affida il nuovo Sindaco e l’Amministrazione alla Vergine del Rosario e a San Bartolo Longo, perché doni saggezza, coraggio e uno sguardo capace di riconoscere sempre “il volto bello della comunità”.