Alta tensione alla Municipalità Vomero Arenella, dove un consigliere di maggioranza accusa la presidente di gestione “arbitraria ed autoritaria“. Daniele Quatrano, capogruppo di Napoli Solidale, lo ha messo nero su bianco in un’interrogazione al Comune di Napoli. Oggetto: i poteri del Presidente di Municipalità. La lettera è indirizzata al direttore generale e al segretario generale di Palazzo San Giacomo. A indurlo a questo passo è stato l’ultimo scontro con la presidente Clementina Cozzolino, esponente del Pd. Ieri, 18 marzo, “per l’ennesima volta – sostiene il consigliere nella pec – è stato impedito al sottoscritto di intervenire sull’ordine dei lavori”. Nello specifico, Quatrano intendeva “interrogare il funzionario vicario della Dirigente della Municipalità se fosse corretto che la Presidente facesse comunicazioni istituzionali in assenza di un preciso ordine del giorno (la prassi ed il buon senso mi farebbero propendere per il sì, ma non vi sfuggirà che stiamo vivendo una fase di forte burocratizzazione dei processi politici ed amministrativi – soprattutto nelle Municipalità – ed è giusto che questo riguardi anche l’azione dei Presidenti)”. Cosa sarebbe accaduto, a quel punto? “Purtroppo – accusa Quatrano – non ho potuto svolgere l’interrogazione non solo perché la Presidente non mi ha dato la parola, ma di fronte al mio richiamo regolamentare, ha interrotto improvvisamente il Consiglio decretandone la chiusura (così velocemente che alcuni consiglieri non se ne sono neanche accorti)”. Di quanto avvenuto riportiamo uno stralcio dei verbale, relativo al botta e risposta tra consigliere e presidente. In aula, si votava la delibera sulle “Fiere di Pasqua 2026”, per l’allestimento dei mercatini in piazza degli Artisti.

Rincarando la dose, nella lettera Quatrano sottolinea: “Non è la prima volta che la Presidente compie abusi istituzionali verso i propri consiglieri (con atteggiamento persecutorio verso alcuni di noi, tra cui il sottoscritto), è ormai quotidiano il tentativo di non farmi intervenire in Consiglio, sia ignorando semplicemente la mia voce (cosa che mi costringe sovente ad alzarne il tono) che con altri mezzi”. Nella missiva, il consigliere della Sinistra lancia accuse gravi. Alla denuncia è giunto al culmine di diversi episodi conflittuali. Tra i presunti abusi contestati, segnala “vari tentativi di intimidazione, come quando – scrive – ha richiesto l’intervento della Polizia di Stato invocando improbabili “pericoli per l’ordine pubblico” (ovviamente gli agenti intervenuti non hanno ravvisato il minimo problema se non un acceso confronto politico tra componenti del Consiglio) o la diffamazione vera e propria come quando ha velatamente accusato il sottoscritto di aver rubato la documentazione dalla cartellina del Consiglio (non risultano denunce ufficiali di questo atto grave, fosse solo perché un funzionario ha poi ammesso di aver dimenticato di stampare la pagina in questione)”.
Quatrano sembra un fiume in piena, ma il suo non è un semplice sfogo. La lettera al Comune serve a “interrogare i soggetti in calce rispetto a quali sono i poteri ed i doveri del Presidente di Municipalità e dove arrivano, da parte mia mi limito a citare l’art. 35 del Regolamento della Municipalità che impone al Presidente di “assicurare il regolare svolgimento del Consiglio” cosa in contrasto con i suoi tentativi di impedire gli interventi dei Consiglieri”. Insomma, il consigliere vuol collocare il contrasto nell’alveo istituzionale. Anzi: proprio regolamentare “Chiedo – conclude Quatrano -, al netto delle valutazioni politiche che vanno relegate ad altre sedi, se questo comportamento scorretto sia compatibile con doveri e poteri del Presidente di Municipalità o se l’atteggiamento ostruzionistico da parte chi ha il presiede un organo consiliare non sia un grave inadempimento amministrativo, tale da richiedere interventi delle autorità superiori quale il Sindaco e/o il Prefetto“. E ora si attende una risposta dagli organi del Comune, ma anche da Cozzolino.




















