Parla di “disordini gravi in aula”. Sulla richiesta di un presidio della Polizia di Stato, Clementina Cozzolino, presidente della Municipalità Vomero Arenella, puntualizza le sue motivazioni. Il richiamo è alla seduta del 16 dicembre scorso. Quel giorno si votava la modifica al Regolamento interno, per la nuova disciplina sulla “effettiva partecipazione” dei consiglieri nelle commissioni. Una seduta turbolenta, per la contrapposizione sul punto tra la giunta e alcuni consiglieri. Da qui, la decisione di Cozzolino: chiedere la presenza delle forze dell’ordine, nella prossima riunione del consiglio, convocata per il 23 dicembre.
“La Giunta – recita una nota – esprime profondo sconforto e disapprovazione per quanto accaduto durante il Consiglio Municipale del giorno 16 dicembre u.s. che ha visto un consigliere commettere un gesto di grave entità nei confronti della consigliera Margherita Siniscalchi“. Secondo presidente e assessori, “immaginare che il gesto di mettere nel taschino della consigliera una banconota di euro 50,00 al termine della votazione possa rappresentare un “atto politico” registra una profonda inconsapevolezza del ruolo istituzionale che si ricopre nonché un disprezzo verso una tematica rilevante per questa Amministrazione: la lotta alla violenza di genere”. La nota evidenzia che “questa Giunta è impegnata profondamente su tali tematiche non può ritenere minimamente giustificabile tali atti”.
Ad Anteprima24, Cozzolino aggiunge altre considerazioni. “Se si arriva a richiedere l’assistenza della Polizia – spiega – è perché non si sono create nello scorso consiglio le condizioni per lavorare in decoro e soprattutto proprio per lavorare”. Da quanto racconta la presidente, “a un certo punto si è bloccato tutto, tanto è vero che abbiamo dovuto ripetere la votazione”. Ciò in quanto “un consigliere non aveva sentito che il verbalizzante avesse chiamato il suo nome durante l’appello nominale”. Secondo lei, la bagarre è esplosa “perché democraticamente avevamo i numeri per votare una delibera e chi si opponeva alla votazione cercava di fare in modo che questa votazione non si accadesse”. A detta di Cozzolino, “si può ostacolare con una dialettica legittima di critica politica, ma non attraverso tutti questi strumenti che impediscono agli altri di svolgere il proprio lavoro o che comunque interrompono continuamente non solo la presidente, ma i colleghi che in qualche modo cercano di portare avanti i loro pensieri”. Cozzolino annuncia inoltre: “Il verbale che approveremo a breve, riporterà testualmente tutte le numerose interruzioni”.
Questo per quanto riguarda la seduta di 5 giorni fa, nella quale sarebbero mancate “le condizioni di serenità”. Ma come mai invocare, adesso, un intervento preventivo della Polizia? “Il 16 dicembre – precisa Cozzolino – erano già presenti in aula le forze dell’ordine, presenza da me richiesta per un’altra motivazione. Ma oggi la richiedo proprio perché voglio lavorare e voglio che il Consiglio Municipale si possa svolgere in serenità rispetto ad una dialettica di contrarietà politica che si deve esprimere nei modi e nei toni che sono consoni al consesso a cui si appartiene“. Il clima da lei descritto, insomma, sarebbe ancora incandescente. La presidente sottolinea: “Stiamo parlando di pubblici ufficiali che lavorano in un Consiglio Municipale, non in una riunione privata di cittadini, senza voler mortificare nessuno”.




















