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Il Festival Internazionale del Cinema di Pompei ha salutato ieri sera il suo pubblico con una cerimonia finale capace di restituire, in poche ore, il senso profondo di un’intera manifestazione: il cinema come luogo d’incontro, memoria e bellezza condivisa.
 
Nel corso della cerimonia, presentata da Annarita Borelli ed Enrico Vanzina, sono stati assegnati i Premi ufficiali delle Giurie.
Il riconoscimento al Miglior Lungometraggio è andato a Münter & Kandinsky di Marcus Otto Rosenmüller, un raffinato biopic che ripercorre la relazione artistica e umana tra Gabriele Münter e Wassily Kandinsky sullo sfondo delle avanguardie europee del primo 900.
Il premio Miglior Cortometraggio è stato assegnato ad Appuntamento a mezzogiorno di Antonio Passaro.
La menzione speciale per la Miglior direzione degli attori nei lungometraggi è stata assegnata a Sole Tonini per E se mio padre. Tra i cortometraggi, il riconoscimento è andato a Après l’incendie di Hristo Todorov. La menzione per la Migliore ambientazione e qualità tecnica è stata invece attribuita a Quando cadde il cielo di Martinus Tocchi.
 
La Giuria Cortometraggi Giovani ha premiato il Liceo Francesco Severi di Castellammare di Stabia, per il cortometraggio Drowing Destiny — un segnale preciso della volontà del Festival di abbracciare generazioni e linguaggi diversi, valorizzando tanto le opere mature quanto le voci più fresche del panorama contemporaneo.
 
Tre grandi nomi del cinema, della televisione e del teatro hanno poi ricevuto il Premio alla Carriera: Ezio Greggio, Massimiliano Gallo Massimo Ghini. Tre percorsi artistici distinti, uniti dalla capacità di lasciare un segno durevole nello spettacolo italiano. La platea li ha accolti con l’affetto che si riserva a chi ha saputo, nel tempo, diventare parte dell’immaginario collettivo.
 
Il momento artistico “Le voci dal mondo” ha portato sul palco i tenori Zhu Jianwei, Ren Zixuan e Zheng Zhongxiang, la cui esibizione ha attraversato la sala con una forza discreta e potente — quella della musica quando non ha bisogno di spiegazioni per unire.
 
Ha arricchito il programma un estratto dello spettacolo di Enrico VanzinaTi presento il cinema: un viaggio intimo tra aneddoti e visioni, che ha restituito al grande schermo la sua dimensione più umana, fatta di storie vissute e ricordi custoditi.
 
A chiudere la serata ciclicamente, dopo aver aperto il Festival, il cortometraggio Il Tempo Ritrovato, scritto e diretto da Annarita Borelli, manifesto visivo del Festival e dedica finale alla memoria — quel filo invisibile che il cinema, meglio di qualsiasi altro linguaggio, sa tenere vivo tra passato, presente e futuro. Al termine della proiezione Annarita Borelli ha spiegato al pubblico il senso più profondo del manifesto visivo e sintesi del messaggio del Festival: dare forma a ciò che resta e restituire al tempo la sua dimensione di eternità attraverso lo sguardo del cinema.
 
A chiusura della seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, il Presidente Annarita Borelli e il direttore artistico Enrico Vanzina hanno condiviso le loro riflessioni sull’evento, sul percorso culturale intrapreso e sui momenti che hanno segnato questa edizione.
 
Annarita Borelli ha voluto sottolineare l’importanza della memoria e della visione come fondamenti del cinema: “Il Festival Internazionale del Cinema di Pompei è il risultato di una progettualità costruita in un anno di lavoro continuo. Quest’anno il Festival ha avuto anche la possibilità di consolidare e rafforzare il proprio percorso grazie alla collaborazione con Rai Cultura, alla partecipazione di Rai Libri e al patrocinio di Rai Campania; un segno importante di riconoscimento e apertura istituzionale. La seconda edizione si è aperta e chiusa con Il Tempo Ritrovato, cortometraggio da me scritto e diretto, oggi disponibile anche su Rai Cultura, pensato come manifesto del Festival e della sua identità. Un’opera che mette al centro il senso della memoria come fondamento stesso del cinema: ciò che si perde e si ritrova nello sguardo, nel tempo, nelle immagini. Ed è proprio in questa relazione tra memoria e visione che il Festival trova e ha trovato anche quest’anno la sua verità più profonda”.
 
Enrico Vanzina ha voluto raccontare il Festival dal punto di vista del dialogo tra cinema e letteratura e dell’apertura verso le nuove generazioni: “La seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei ha proseguito con grande successo il percorso di alto spessore culturale iniziato lo scorso anno. Quest’anno il tema dell’identità culturale, celebrato nel 2025 a Pompei, simbolo planetario della nostra identità nazionale, si è aperto al rapporto indissolubile che esiste tra letteratura e cinema. Due modi di raccontare la realtà che spesso si fondono, rendendo le parole scritte sui libri materia viva di immagini e dialoghi cinematografici. Quest’anno abbiamo aperto una sezione di cortometraggi realizzati da studenti delle scuole superiori della Campania ed è stata una magnifica sorpresa. Il mondo, spesso dimenticato dei giovani, si è raccontato fornendoci uno spaccato molto interessante delle tematiche giovanili spesso ignorate dal cinema e dai media.”