C’è una vedova che ha ricevuto la multa per il marito deceduto in attesa di una visita domiciliare; c’è la sanzione comminata a minorenni presentatisi in pronto soccorso, che non hanno pagato il ticket per la visita in codice bianco; e c’è una paziente che ha avuto una prenotazione a due anni che si accorse che l’impiegato Asl aveva scritto che lei rifiutò una prenotazione nei termini dei 4 mesi. E’ un esempio di persone ‘innocenti’ segnalato dal presidente dell’Associazione di tutela per i diritti del malato Carmine Cavaliere in una lettera aperta al governatore della Campania Roberto Fico, a proposito della raffica di avvisi di pagamento da parte dell’Agenzia delle entrate-riscossioni, che in questi giorni stanno arrivando a Napoli a pensionati e pazienti per aver prenotato una visita o un esame in presidi sanitari pubblici, a partire dal 2016, senza però essersi più presentati.
“Per pochi spiccioli (la sanzione si aggira intorno ai 30 euro, ndr) ricavati da pensionati, lavoratori con famiglia a carico, e tutti comunque con patologie a volte importanti, il sistema sanitario si accanisce come uno squalo su pesciolini indifesi e questo a noi volontari fa molto male perchè ascoltare le loro storie non fa bene al nostro cuore”, spiega Cavaliere che poi si appella al presidente Fico per ottenere “una sanatoria per il passato”. A suo dire “sarebbe un bel segnale politico che la sanità è sempre dalla parte del cittadino”.




















