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De Vito ha le idee chiare: “Quattro o cinque elementi per completare la rosa”

Enzo De Vito
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Avellino – “Lavoriamo a testa bassa e con grande umiltà. A maggio tireremo le somme”. Alle parole di Giovanni D’Agostino fa eco il direttore sportivo dell’Avellino, Enzo De Vito. “La squadra è costruita sul modulo ben preciso – ammette – Ci sono tante alternative, ma ci sono anche diversi elementi in lista di sbarco. Ci mancano almeno quattro o cinque elementi per completare la rosa. A noi piace dire che non fanno più parte del progetto tecnico. E’ questo il motivo per cui gli troveremo una nuova sistemazione”.

De Vito ringrazia per l’invito al Memorial Dino Gasparro: “Manifestazioni simili servono a capire cosa significa essere calciatore dell’Avellino. Questa è una tifoseria che non ha nessuno, quindi partiamo sempre con un buon margine di vantaggio – conclude – E’ una sera che ci serve per darci maggiore forza cercando di sbagliare il meno possibile”.

D’Agostino: “Al centro del nostro progetto prima gli uomini, poi i giocatori”

Giovanni D’Agostino
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Avellino – “Prima uomini e poi calciatori. E’ una frase  che si utilizza spesso ma che per noi ha rappresentato la linea per l’allestimento della nuova squadra”. Parla così l’amministratore unico dell’IDC, Giovanni D’Agostino. “L’entusiasmo è vivo sotto un po’ di cenere che stiamo provando a togliere – intervenuto al Memorial Dino Gasparro – Abbiamo tanta voglia di ripartire e tornare allo stadio.Iniziative simili servono per avvicinare la squadra al tessuto sociale e viceversa”.

D’Agostino presente alla manifestazione insieme al direttore sportivo Enzo De Vito accompagnato poi da Daniele Franco e Giuseppe Guadagni: “Il senso di appartenenza è al centro del nostro progetto – ammette – Per questo motivo che abbiamo voluto che i nuovi arrivati, Franco e Guadagni venissero qui. Solo così possono capire la responsabilità di vestire questa maglia. Stiamo lavorando duro per scegliere ragazzi che  hanno fame ed hanno voglia di scendere in campo per dare il massimo. Questa piazza vuole sincerità ma soprattutto una squadra che lotti fino all’ultimo minuto”.

“Onorate questa città”, chiaro il messaggio del tifo al “nuovo” Avellino

Memorial Dino Gasparro Avellino
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Avellino – “Onorate questa città“. E’ questo il messaggio impresso sullo striscione della Curva Sud arrivato nella serata finale del “Memorial Dino Gasparro” nel borgo di Picarelli. Una manifestazione che vuole ricordare una persone mite, umile purtroppo volata in cielo troppo presto. Presenti all’evento una delegazione dell’US Avellino con l’amministratore unico dell’IDC Giovanni D’Agostino e il direttore sportivo Enzo De Vito. E non solo. All’appello hanno risposto presente tre calciatori: Pasquale Pane, Daniele Franco e Giuseppe Guadagni. Cori, fumogeni e tanta grinta. Un biglietto da visita importante per capire che Avellino non è una piazza come le altre. Il messaggio del tifo arriva dopo l’ultima annata da dimenticare per i colori biancoverdi.

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“E’ una serata emozionante – spiega l’ala fresca di ufficialità – Siamo carichi e speriamo di fare bene. Forza lupi e un saluto a tutti i tifosi”. “Siamo consapevoli dell’importanza della piazza – ammette Franco –  Tifosi super, per noi è un onere e un onore essere qui”. Dalle parole si passerà ai fatti, il campo sarà il giudice supremo della nuova annata. Il messaggio del tifo, ora più che mai è chiaro.

 

Con una tanica di benzina tenta di appiccare fuoco al Cardarelli

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Napoli – Si sente male e va al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Napoli, dove risulta positivo al covid. Allora si allontana e torna con una tanica di benzina, con l’intento di appiccare un incendio. Fermato dalle guardie giurate viene poi denunciato. L’episodio, riferisce il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli, che cita Nessuno tocchi Ippocrate, è avvenuto ieri alle 7.30 ed è l’ennesimo caso di violenza verificatosi negli ultimi giorni nell’ospedale campano. “Certi soggetti oltre ad essere violenti sono anche stupidi“, commenta Borrelli. “Dare fuoco agli ospedali – prosegue – significa privare tutti di un servizio fondamentale. La devastazione dei nostri ospedali non ci farà certamente avere cure migliori e più rapide. Purtroppo oramai siamo ai bollettini di guerra giornalieri sui nostri presidi ospedalieri“.

Contursi Terme, chiude la fabbrica dell’acqua: protesta dei sindaci della Comunità Montana

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Contursi Terme (Sa) – “I lavoratori hanno bisogno di noi e la Comunità Montana deve essere al loro fianco ad ogni costo per scongiurare la procedura di licenziamento collettivo”. Arriva pronunciando queste parole, sorretto dai figli, con il volto stanco e affaticato poiché reduce da un periodo di cure sanitarie ma agguerrito come fa da una vita intera, il presidente del consiglio della Comunità Montana ed esponente di Forza Italia per l’area Sele-Tanagro, Giovanni Iuorio, che nelle scorse ore ha presieduto il consiglio generale dell’Ente montana convocato in seduta straordinaria per discutere ed evitare la chiusura dello stabilimento industriale di imbottigliamento dell’acqua dell’opificio “Sorgenti Monte Bianco” con sede nella zona industriale di Contursi Terme ed evitare la contestuale procedura di licenziamento collettivo dei 18 operai dell’azienda, tutti di età compresa tra i 50 e i 60 anni, residenti nei comuni della Valle del Sele e Tanagro.
Consiglio generale dell’Ente montano che ha visto il presidente dell’Ente, Giovanni Caggiano, il sindaco di Contursi Terme, Antonio Briscione, il vicesindaco di Colliano, Donato Scaglione, il consigliere comunale del Comune di Buccino, Antonio Volpe, il sindaco di Valva, Giuseppe Vuocolo, il sindaco di Castelnuovo di Conza, Francesco Di Geronimo, il vicesindaco di Salvitelle, Francesco Perretta, l’assessore delegato del Comune di Romagnano al Monte, Carla Lordi, l’assessore delegato del Comune di Oliveto Citra, Antonio Rio, il consigliere delegato del Comune di Campagna, Giovanni Iuorio e il consigliere delegato del Comune di San Gregorio Magno, Giuseppe Tortoriello, chiedere e votare all’unanimità la solidarietà ai 18 lavoratori dello stabilimento Sorgenti Monte Bianco, votare l’apertura di un tavolo di crisi che veda tutti i sindaci dell’Ente, la proprietà acquirente, le Istituzioni e le sigle sindacali dei lavoratori, trovare una soluzione per mantenere in vita all’interno dell’opificio con la nuova proprietà, l’imbottigliamento dell’acqua proveniente dalle sorgenti naturali del Sele e i posti di lavoro.
Richieste queste, a cui si è aggiunto anche un ulteriore importante punto inserito su richiesta del consigliere e storico sindacalista del cratere, Antonio Volpe, circa l’avvio della procedura per la gestione delle aree industriali da parte dei quattro Comuni del cratere salernitano in cui ricadono le aree industriali, Buccino, Palomonte, Contursi Terme e Oliveto Citra, circa le decisioni sul futuro dello sviluppo industriale e degli stabilimenti che dovranno aprire i battenti. “Da decenni – denuncia Antonio Volpe il territorio del cratere paga le conseguenze dell’illusione dell’industrializzazione post terremoto del 1980. Da oltre 30 anni – dice – i Comuni e i cittadini subiscono passivamente le decisioni del Consorzio Asi e degli imprenditori che per decenni sono stati predoni del territorio. È il momento di dire basta-tuona Volpe- ogni giorno i sindaci si trovano a fronteggiare ipotesi di insediamento di opifici industriali inquinanti, chiusura di stabilimenti, ecc. Per evitare ciò e decidere il futuro dello sviluppo locale in territori a vocazione agroalimentare – sottolinea”.
Procedura di licenziamento collettivo notificata ai lavoratori la scorsa settimana a seguito del rilevamento all’asta del capannone industriale da parte di una società di logista dell’agronocerino sarnese. Così, al posto dell’imbottigliamento dell’acqua, sorgerà un polo industriale di logistica, mettendo fine alla produzione dell’imbottigliamento dell’acqua all’interno della città delle acque termali e delle sorgenti.
Un destino quello dello stabilimento dell’imbottigliamento dell’acqua a Contursi Terme che nasce con l’industrializzazione post terremoto del 1980 quando la società, poi fallita, ex Nocera Umbra, aprì una fabbrica di imbottigliamento di acqua sito nella zona industriale di Contursi Terme. La società dopo circa dieci anni di attività fallirà, decine di lavoratori impiegati e un bilancio fiorente, chiuse i battenti dichiarando fallimento e il capannone finì all’asta. Per anni, lo stabilimento è stato gestito dal curatore fallimentare e le aste sono andate a vuoto. Anni nei quali però, la società Sorgenti Monte Bianco rilevò, seppur in locazione dal curatore fallimentare, lo stabilimento, retribuendo con un canone di fitto la gestione della fabbrica dove la società continuerà l’attività di imbottigliamento mantenendo in vita i 18 posti di lavoro fino al 14 luglio 2022 quando, per effetto dell’acquisto all’asta del capannone da parte di una società di logistica che aprirà al suo interno un polo logistico, la fabbrica cesserà la sua attività e con essa, manderà a casa i dipendenti.
Al suo posto infatti, sorgerà un polo logistico. E di operai e di salvaguardare lo stabilimento, la nuova proprietà per ora, non ne vuole sapere nulla tanto che i sindaci si sono rivoltati. Sindaci che ieri, su richiesta del sindaco di Contursi Terme, hanno espresso solidarietà ai lavoratori e chiesto un incontro con il Prefetto, il Comune di Contursi Terme, le sigle sindacali, il curatore fallimentare, e la comunità montana per salvare imbottigliamento e posti di lavoro, oltre che l’avvio dell’iter di una richiesta di ottenimento di autonomia sulla gestione delle aree industriali da parte dei quattro Comuni del cratere dove ricadono le zone industriali.
Bisogna scongiurare la chiusura dell’imbottigliamento e il licenziamento di 18 padri di famiglia – chiosa il sindaco di Contursi Terme, Antonio Briscione. – Nelle scorse ore -anticipa – ho chiesto l’incontro urgente con il Prefetto di Salerno affinché si possa trovare in tempi brevi, una soluzione adeguata”.
Preoccupati per il loro destino, i 18 lavoratori della Sorgenti Monte Bianco: “Per oltre 35 anni abbiamo contribuito a far crescere la nostra azienda che oggi ci lascia a casa – racconta il delegato Rsu Flai-Cils, Valentino Cuozzo -. In questi anni – sottolinea – come lavoratori non ci siamo mai sottratti a grandi sacrifici per la salvezza dell’azienda che ad oggi produce ben 200mila bottiglie di acqua al giorno. Oggi, sulla soglia dei 60 anni, ci ritroviamo a combattere ancora una volta, a combattere per difendere il nostro posto del lavoro. Il nostro – spiega Cuozzoè uno stabilimento che potrebbe offrire centinaia di posti di lavoro e dare una opportunità economica a imprenditori e famiglie della Valle del Sele. Per questo – conclude il delegato sindacale e operaio Cuozzo è fondamentale salvare oltre che i posti di lavoro, anche lo stabilimento che rappresenta una colonna portante per l’economia del territorio”. Un grido di aiuto quello che arriva dai lavoratori di Contursi Terme al quale ora dovranno rispondere i nuovi proprietari dell’azienda.

Scherma Paralimpica, Pasquino domina a Varsavia in Coppa Del Mondo (VIDEO)

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Varsavia – È iniziata oggi a Varsavia la tappa di Coppa del Mondo Paralimpica, regalando subito all’Italia il trionfo della schermitrice sannita Rossana Pasquino. Il programma del lungo weekend dell’IWAS World Cup nella Capitale polacca si è aperto sulle note dell’inno di Mameli per merito di una super Rossana Pasquino, dominatrice nella sciabola femminile categoria B. Un’eccellente fase a gironi, conclusa con 6 vittorie e senza la macchia d’una sconfitta, ha permesso alla “prof” campana di saltare il turno delle 16, conquistando di diritto un posto nei quarti di finale. Qui, nel match che valeva il podio, contro la francese Sablon, Rossana Pasquino si è imposta con un convincente 15-7 che l’ha portata tra le “magnifiche quattro”. In semifinale un’altra prova di forza per la beneventana delle Fiamme Oro, che ha sconfitto con il punteggio di 15-13 l’ucraina Nadiia Doloh. La finale per l’oro ha contrapposto “Ross” alla thailandese Saysunee Jana (che aveva dirottato al terzo posto la tedesca Sylvi Tauber): la Pasquino ha messo il punto esclamativo sulla sua prestazione strepitosa, vincendo per 15-9 e meritandosi il gradino più alto del podio.

 

COPPA DEL MONDO PARALIMPICA – SCIABOLA FEMMINILE CAT. B – Varsavia (Polonia), 7 luglio 2022

Qui tutti i risultati in diretta

Finale

Pasquino (ITA) b. Jana (Tha) 15-9

 

Semifinali

Pasquino (ITA) b. Doloh (Ukr) 15-13

Jana (Tha) b. Tauber (Ger) 15-2

 

Quarti di finale

Pasquino (ITA) b. Sablon (Fra) 15-7

 

Fase a gironi

Rossana Pasquino: 6 vittorie, nessuna sconfitta

Classifica: 1. Rossana Pasquino (ITA), 2. Saysunee Jana (Tha), 3. Nadiia Doloh (Ukr), 3. Sylvi Tauber (Ger).

Arrestata 48enne di origini napoletane, è accusata di aver ucciso la madre

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San Benedetto del Tronto  – Prima si è scagliata con violenza contro la madre 80enne, colpendola ripetutamente alla testa con un oggetto contundente e, forse, anche nel resto del corpo con un’arma da taglio. Poi è salita all’ultimo piano della palazzina di edilizia popolare in via della Pace a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), lanciandosi contro la porta dell’appartamento dove vive un anziano vicino di casa, urlando invettive contro di lui finché non sono intervenuti alcuni giovani inquilini che l’hanno tranquillizzata. È stata infine lei stessa a chiamare la Polizia: gli agenti arrivati su posto hanno trovato l’anziana morta in casa e la figlia in stato confusionale.

Ora Daniela Multarini, 48 anni, originaria di Napoli, ma da anni residente a San Benedetto del Tronto, è ora ricoverata all’ospedale Madonna del Soccorso, dove è piantonata perché arrestata per omicidio volontario, in quanto sospettata di avere ucciso l’anziana madre Maria Teresa Maurella al culmine di una lite.

Quando gli agenti del commissariato di San Benedetto sono giunti nell’appartamento hanno trovato il corpo senza vita di Maurella, sangue ovunque e la figlia in strada, in stato di shock, anche lei ferita e con gli abiti intrisi di sangue. È stata lei stessa a dire agli agenti di aver ucciso la madre, senza chiarirne i motivi.

In tanti in zona questa mattina hanno sentito le urla provenire dall’appartamento dove vivevano madre e figlia. Non era la prima volta che avvenivano liti fra le due, anche furiose, ma stavolta la cosa è finita in tragedia. Una convivenza difficile fra le due che tiravano avanti con la pensione dell’anziana e con la figlia che aveva già manifestato problemi di natura psichica. Non risulta comunque che fosse in cura e che il nucleo familiare fosse seguito dai servizi sociali.

Sul posto sono giunti anche gli agenti della Squadra Mobile e della polizia scientifica della Questura di Ascoli Piceno, insieme al procuratore capo Umberto Monti che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario a carico della 48enne. Il medico legale ha effettuato la ricognizione cadaverica sul luogo dell’omicidio, ma è già stata disposta l’autopsia per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione mortale e quali colpi hanno causato il decesso dell’80enne, madre di un’altra figlia rientrata nei giorni scorsi dall’Australia. Quest’ultima è stata sentita dai poliziotti così come alcuni dei residenti della palazzina.

Allevatore di bufale aggredisce veterinari dell’Asl di Caserta

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Caserta – Veterinari dell’Asl di Caserta sono stati aggrediti oggi a Castel Volturno da un allevatore nel corso di un’ispezione. Ne dà notizia Giuseppe Cortellessa, il Commissario regionale per l’emergenza bufalina in Campania. L’aggressione è avvenuta questa mattina durante una verifica, nell’abito del Piano di Eradicazione della brucellosi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Mondragone e della stazione di Castel Volturno, che hanno individuato e denunciato l’uomo. Sul luogo anche i vertici del servizio veterinario di Caserta e lo stesso generale Cortellessa: “La mia convinta solidarietà ai bravi veterinari – afferma Cortellessa che agiscono con scrupolosa professionalità in area non esente da rischi, come oggi hanno dimostrato. Il grave e intollerabile episodio, che sarà giudicato nelle sedi preposte, non farà deflettere lo spirito di servizio dei veterinari della provincia di Caserta, cui assicuro, con il sostegno dei vertici della Regione, la mia quotidiana vicinanza“.

L’incredibile incendio al Museo Madre

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NAPOLI – La notte scorsa è andato a fuoco il tetto del Museo Madre. A sprigionare le fiamme, secondo i Vigili del Fuoco, i fuochi pirotecnici che, come tutte le sere d’estate, sono stati sparati in strada.

Come per uno scherzo del destino, quest’incendio ha preceduto di poche ore la condanna a 5 anni e 4 mesi di un vigilante per un crollo verificatosi in un altro luogo della cultura di Napoli, Città della Scienza, in seguito all’incendio del 2013.
 
Sta di fatto che così l’ha commentato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Borrelli: “Sono anni che combattiamo contro l’usanza barbara e incivile di sparare illegalmente botti ovunque e a tutte le ore. I trogloditi che infestano il nostro territorio sparano ogni giorno e a tutte le ore bloccando le strade, provocando danni al verde pubblico e ai monumenti e svegliando le persone nel cuore della notte. Hanno dato fuoco ad opere d’arte, ad alberi, ad abitazioni, a parchi e giardini. Eppure, il contrasto verso chi si comporta in questo modo indegno è praticamente pari a zero“. 
 
Purtroppo – ha concluso Borrelliquello del museo Madre è solo l’ultimo di una serie infinita di episodi indegni che accadono, ormai, nell’indifferenza generale“.

Letta a Napoli coltiva il campo largo coi sindaci. E dice che Manfredi “è un leader nazionale”

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NAPOLI – Per qualcuno è il piano B. Se Giuseppe Conte non dà più nulla per scontato, nemmeno l’alleanza con il Partito Democratico (“Le alleanze per noi non sono un dato acquisito”, ipse dixit), il campo largo, Letta, anziché con il Movimento 5 Stelle, potrebbe farlo con i sindaci. E magari, questa è la voce che si sta rincorrendo sebbene Francesco Boccia l’abbia del tutto escluso non più di una settimana fa, lo potrebbe fare con una nuova legge elettorale proporzionale e con sbarramento al 4%.

A Napoli, dove arriva nel pomeriggio per ricordare Guglielmo Epifani, il segretario nazionale del Pd si accomoda vicino al sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. E non dice nulla per smentire questa ipotesi.
 
Anzi: appena prende il microfono in mano, si scusa per il ritardo “dovuto al voto di fiducia e al treno che ha fatto tardi” e prende a parlare del primo cittadino partenopeo in questi termini: “Sono molto contento di stare qui con Gaetano Manfredi: in questo momento un grande punto di riferimento, un grande leader nazionale”.
 
E allora, sindaco: coi 5 Stelle in frantumi, il campo largo davvero si fa con i sindaci?
 
Io non credo nel partito dei sindaci, ma nel ruolo dei sindaci. Vale a dire, nella possibilità che hanno di dettare un’agenda di riforme e, in particolare, un’agenda sociale perché sono quelli più vicini ai bisogni dei cittadini. Salario minimo, lavoro equo, diritto alla salute, diritto alla casa, diritto a vivere in luoghi dignitosi, ad avere un servizio di trasporti all’altezza: mai come in questo momento serve concentrarsi su queste cose”.
 
Seconda domanda: ma il campo largo è possibile anche senza il suo amico Conte?
 
Se il campo è largo, trovano posto tutti”.
 
Anche lei: Letta l’ha descritto come leader nazionale…
 
Cerco di portare il mio contributo di pensiero. E di fare bene il sindaco di Napoli”.
 
Passo e chiudo. Ma intanto: stamattina lo stesso Letta ha avuto un incontro con Federico Pizzarotti, ex sindaco di Parma dei 5 Stelle. E, da Palazzo San Giacomo, le telefonate con altri sindaci sono all’ordine del giorno: di recente, all’altro capo, hanno alzato la cornetta Matteo Lepore, primo cittadino di Bologna, e Matteo Ricci, sindaco di Pesaro.
 
Ora: il piano B per il campo largo che lascia trapelare Letta può essere anche un’altra arma di deterrenza che si sta utilizzando contro il Movimento 5 Stelle che vuole uscire dal Governo e dalla maggioranza di Mario Draghi. Ma di sicuro c’è che, in vista delle prossime politiche, con Francesco Boccia neo commissario regionale del Pd campano, un ruolo per le candidature lo avrà anche lui: Gaetano Manfredi.
 
Del resto – fa presente chi gli parla lontano dai taccuini dei giornalisti – più campo largo del suo che gli ha permesso di vincere un anno fa le elezioni comunali?”.
 
Manfredi, prima della promozione a “leader politico nazionale” e di diventare sindaco di Napoli, riuscì a mettere assieme 13 liste. “E ancora oggi – rimarca la voce di dentro – ha il numero di telefono di tutti”.    
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