Tempo di lettura: 2 minuti

Prosegue la vertenza delle Fonderie Pisano di Salerno, una delle crisi industriali più delicate del territorio. La FIOM fa sapere che, dopo mesi di iniziative e mobilitazioni, il futuro dei 140 lavoratori è finalmente arrivato sul tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Lo scorso 20 aprile, a Roma, si è svolto un primo incontro istituzionale. Da quanto emerso, il Ministero ha convocato ieri la proprietà del gruppo per entrare nel merito del progetto della nuova fonderia green, un impianto innovativo che avrebbe ottenuto l’interesse del MIMIT e il coinvolgimento di Invitalia. Ma, nonostante i passi avanti, resta ancora irrisolto il punto più critico: la localizzazione del nuovo stabilimento.

Da mesi i sindacati chiedono alla proprietà di presentare ipotesi concrete. Qualche avanzamento c’è stato, ma – sottolinea la FIOM – serve un confronto più ampio con il territorio. Anche la Regione Campania aveva manifestato la disponibilità a convocare l’azienda per supportare eventuali soluzioni localizzative.

In vista del prossimo incontro fissato a Roma il 18 maggio, la FIOM ritiene “maturi i tempi” per aprire un confronto anche a livello regionale e locale, così da arrivare al Ministero con elementi chiari e percorribili.

L’obiettivo è dare finalmente risposte ai lavoratori e alle loro famiglie, che da mesi vivono nell’incertezza e senza ammortizzatori sociali. Il sindacato avverte: il protrarsi dell’attesa rischia di alimentare tensioni e di mettere in difficoltà la tenuta del confronto democratico.
Per questo, la FIOM chiede a tutte le istituzioni coinvolte di attivare con urgenza ogni sinergia possibile per definire un percorso concreto verso la realizzazione del nuovo impianto, considerato l’unica strada per garantire lavoro, salute e dignità ai dipendenti delle Fonderie Pisano.