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“Ristrutturare l’azienda e creare un nuovo modello di business”. Parole di chi l’azienda Microgame l’ha fondata nel lontano 1998 e per una quindicina d’anni l’ha posizionata ai vertici del mercato del gaming online mondiale. Sulla procedura avviata dall’azienda di Contrada Olivola per licenziare quasi il 10% della sua forza lavoro con 14 richieste, abbiamo ascoltato colui il quale nel 1996 fu il fondatore dell’azienda, Fabrizio D’Aloia, amministratore delegato fino al 2012 e presidente fino a marzo 2013. Accorato il consiglio all’attuale management: “Questa storia è l’epilogo di un mercato in fase discendente. Il picco è stato raggiunto nel 2013, poi il nuovo management ha vissuto di inerzia senza pensare ad innovarsi come forse chiedeva il mercato. Si è sciolto dunque al sole quest’iceberg aziendale, attualmente i costi non sono equiparati ai profitti”.

Secondo D’Aloia, l’attuale management doveva essere attento al mercato “perchè nulla è eterno” ha precisato. Impegnato in tante altre attività imprenditoriali, D’Aloia è sempre stato un visionario: “Oggi è fondamentale innovarsi per restare a galla. Non si può vivere sempre d’inerzia, la storia ci insegna che il continuo aggiornamento è l’arma per dettare legge nel mondo dell’imprenditoria”.