Nella scintillante serata del ‘Menti’ chiusa con un pazzesco 4-1 rifilato al Vicenza, a prendersi la scena in mezzo al campo è stato senza dubbio Antonio Prisco. Nei presupposti la gara decisiva per aggiudicarsi la Supercoppa doveva essere di quelle “lacrime e sangue” per il metronomo della Strega. Senza lo squalificato Maita, mister Floro Flores ha mantenuto il consueto 4-2-3-1 piazzando Kouan al fianco di Prisco. Il canterano della Strega, senza battere ciglio, ha estratto dal cilindro una prova pazzesca per qualità, intensità e leadership tanto da spingere il commentatore Roberto Rambaudi (Rai Sport) a paragonarlo a Xavi per il modo di stare in campo.
Contro la corazzata Vicenza, squadra che ha vinto il campionato a marzo, Prisco ha dettato legge nel reparto mediano con il contributo di Kouan che ha fatto il lavoro sporco consentendo al classe 2004 di avere più liberta d’azione. Nel primo assaggio di B, l’ex canterano della Strega non ha tradito alcuna emozioni prendendo per mano la squadra come un veterano supportato dalla sua tecnica sopraffina che era già emersa ai tempi della Primavera nel quale era uno dei cardini. Emblematiche le parole di Auteri nell’estate del 2024 quando ebbe il primo contatto con Prisco nel ritiro del Mancini di Roma: “Questo ragazzo è davvero bravo”. Da lì il classe 2004 è stato titolare fisso prima con il trainer di Floridia e poi con l’avvento di Floro Flores la stagione successiva risultando un autentico protagonista della cavalcata che ha riportato la Strega in B dopo tre anni. Ieri sera una delle sue prove più convincenti da quando indossa la maglia giallorossa in un contesto assolutamente non semplice, sintomo del grado di maturità raggiunto da Prisco.
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