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Vincenzo De Luca torna ad attaccare Gaetano Manfredi, sparando a zero su Bagnoli e America’s Cup. Ma nel corso della diretta social del venerdì, riserva una stoccata anche a Roberto Fico. Tanto per chiarire il suo ruolo: alla Regione è in maggioranza, ma “non tollero il millantato credito e le falsificazioni, e così continuerò anche per il futuro”. L’ex governatore prende di mira la prima uscita del successore. Il 15 dicembre scorso, Fico esordiva con una conferenza stampa a Santa Lucia. Si annunciava l’attivazione del Centro Autismo ad Avellino, dopo la firma della convenzione tra Regione e Comune. Un modo anche simbolico di tracciare la via della nuova amministrazione: priorità ai più fragili. “Quei 150mila euro sono stati stanziati da me quando ero ancora in carica, li rivendico” tuona però De Luca.

Ma la vera raffica di bordate è per Manfredi. Il ring è ancora Bagnoli, con i lavori per l’America’s Cup. Già nei mesi scorsiabbiamo segnalato le criticità presenti, c’era tutto il tempo di mettersi sulla carreggiata giusta – sostiene l’ex presidente della Regione -. Abbiamo perso mesi preziosi di tempo, e ad oggi possiamo dire che questo evento si sta sviluppando in un contesto di totale illegalità”. L’obiettivo dell’affondo è sempre il sindaco di Napoli, commissario di governo per il sito da bonificare. Secondo De Luca, “dal punto di vista ambientale e del contratto delle opere pubbliche ci sono irregolarità, anomalie e illegalità non superabili da nessun potere commissariale”. I rilievi sono vari. Alcuni già formulati nel recente passato. Dal commissario, a suo dire, a seconda dei casi solo “una risposta polemica” oppure “nessuna risposta”. In poche parole, “arroganza e superficialità”

Sul piano ambientale, ad esempio. Secondo il commissariato di governo, per le gare di vela si realizzerebbe un “bacino di calma”. Ossia una struttura per ridurre la turbolenza dell’acqua, in uscita da opere idrauliche, evitando danni. “Ma quello è un porto, non un bacino di calma” sbotta De Luca, mostrando la foto del rendering. L’ex governatore boccia anche l’assenza della Valutazione di impatto ambientale (Via), esclusa procedura del Ministero dell’Ambiente. A detta sua l’avrebbe invece imposta “la legge”, guardando alle dimensioni del molo, del bacino e dello spazio interno. “Il materiale di risulta che sarà prelevato dove sarà depositato? Nessuna risposta” insiste, evocando “la tranquillità dei cittadini”. Quanto ai prezzi dei lavori, ci sarebbe un “quadro di totale illegalità”. Anche qui esemplifica, parlando di tariffe lievitate del “1015%”. Come “per la formazione delle scogliere”, passata “da 13 milioni di euro nel 2009 a 153 milioni”. O gli oneri per la sicurezza, “da 1,3 a 30 milioni”.Neanche nell’Africa subsahariana si procede così” accusa. Quindi invoca la verità sulla spiaggia di Bagnoli“. In origine si prevedeva di fare un grande arenile pubblico, ripristinando la linea di costa. Per farlo, si sarebbe dovuta rimuovere la colmata: idea invece cancellata. “Dall’immagine la spiaggia viene cementificata – rincara De Luca -, viene detto in maniera truffaldina che si tratta di opere rimuovibili, poi contraddittoriamente viene detto che si immagina di fare anche un’altra edizione dell’America’s cup: quindi per 8 anni si impegna quel pezzo di costa. Quale rimuovibile?”. Insomma, per De Luca “lo scandalo vero, più che il Ponte sullo Stretto, è questo”. E chiede anche di tenere un consiglio comunale a Bagnoli, per informare i cittadini su quanto sta accadendo. Così come previsto da un ordine del giorno, approvato mesi fa in consiglio comunale. Appena ieri, lo ricordava in aula Antonio Bassolino. “Siamo ancora in tempo a correggere le storture e porre rimedio agli elementi di vera e propria illegalità” chiosa De Luca. Sottinteso: se danno retta a lui.