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Neanche il tempo di arrivare, dagli antagonisti c’è già un atto ostile per il generale. Imbrattata la targa della sede regionale di Futuro Nazionale, sotto anche un adesivo: “Vannacci a Napoli? ‘O cess già ‘o tenimme”. Firmato “Napoli antifascista”. Il raid di mattina è il prologo alla venuta dell’europarlamentare al Centro Direzionale, bissata nel pomeriggio a Salerno. “Il generale Vannacci a Napoli non è gradito. Lui e le sue idee omofobe e razziste possono andare a quel paese”. Lo specificano attivisti di Laboratorio Insurgencia e Rete No Kings, rivendicando il gesto in una nota. “Fanno a gara con quelli di Firenze per chi è più maleducato – ribatte Vannacci -. Non ci faremo intimorire per questi signori, siamo qua e abbiamo tanta gente che è contenta”. Poi il generale sparge convenevoli. “Napoli – dice – è sicuramente un pilastro della nostra patria. Aprire una sede in questa città è fondamentale e io sono pronto a dare tutto me stesso”. Insomma, il leader di Futuro Nazionale qui “si sente a casa“, Napoli “è sempre una bellissima sorpresa”.

Il raid contro la sede di Futuro Nazionale

Qualcuno però la butta lì: Napoli è da sempre a guida progressista. “Le paure si affrontano, non si scappa” risponde marziale. In città sinora sono 250 gli iscritti al suo movimento. E con un paio di risposte a effetto, Vannacci non delude i suoi sostenitori, accorsi al taglio del nastro. “Mi sento a casa a Salò”, tanto per fare un nome a caso. Ma anche a “a Palermo, a Milano, a Udine, a Trieste, la più italiana delle città italiane”.

Vannacci (al centro) nella sede di Futuro Nazionale

A chi ricorda il 25 aprile, ricorrenza fra tre giorni, ci tiene a precisare: “Io festeggio San Marco. Quando la liberazione diventerà una festa unitaria, che unisce tutti gli italiani, scenderemo in piazza tutti quanti”. La remigrazione? “Non so chi ne abbia paura, io sicuramente no”. Ma secondo lui, “al di là della retorica significa ritornare nel paese d’origine, un processo che è sempre stato in atto”. Il 24 aprile a Napoli è in programma una conferenza sul tema. L’omonimo comitato presenta la legge di iniziativa popolare, ma Futuro Nazionale chiarisce: non parteciperà. L’argomento però a Vannacci sta a cuore, senza dubbio. Così come la sicurezza, su cui critica l’ultimo decreto del governo Meloni. “Un timido passo avanti – sentenzia il generale -. Noi avevamo proposto degli emendamenti molto più concreti e molto più efficaci che purtroppo sono stati ignorati”. Poi è incalzato sulle scadenze elettorali, e inizia a scoprire le carte. Futuro Nazionale “certamente sarà presente – annuncia – sia alle Politiche nazionali del 2027 sia alle amministrative di Napoli e avremo una squadra forte“. Glissa però sull’accordo col centrodestra. “Le alleanze si fanno prima delle elezioni” ricorda. Come dire: c’è tempo.