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A 91 anni è affetta da incontinenza urinaria ed allettata, il fisiatra dell’Asl Napoli 1 le prescrive 2 pannoloni al giorno, quindi 60 al mese. Ma la stessa azienda sanitaria gliene fornisce solo 110 per tre mesi, in media 36,6 mensili. Morale: scatta la diffida ad Asl e Regione, da parte dell’associazione Abaco Campania. Il quantitativo di assorbenti è giudicato infatti “insufficiente a garantire il benessere” della donna, “con grave rischio per la salute, per lo sviluppo di piaghe da decubito”. La richiesta è di rispettare quanto indicato nella certificazione medica. Nell’eventualità di danni connessi alla “vostra decisione arbitraria”, si procederà a “denuncia e richiesta di risarcimento“.

“Purtroppo – dichiara il presidente dell’associazione, Giuseppe Ferruzzi – le Asl sono costrette a seguire le economie finanziarie fatte da tagli continui allo stato sociale, contraddicono perfino i professionisti che stabiliscono i percorsi terapeutici in nome del dio denaro. Comprare armi oggi è la priorità e la salute passa in secondo piano“. Abaco Campania, inoltre, denuncia “i rincari sulle nuove tariffe del Servizio sanitario nazionale. Ogni euro in più sui ticket e sulle prestazioni rappresenta l’ennesimo macigno insormontabile per anziani, famiglie a basso reddito e soprattutto persone con disabilità“.

LA REPLICA DELL’ASL NAPOLI 1

Sulla vicenda, Anteprima24 ha contattato l’Asl Napoli 1. L’azienda sanitaria sottolinea che l’iter vede la paziente andare in riabilitazione, e decidere con l’infermiera della ditta “quale tipologia scegliere, purché rientri nella diaria giornaliera prescritta dal fisiatra“. Essendoci un importo unico, “se viene scelto il pannolone che costa di più se più se ne hanno meno”. Dunque, la quantità da erogare varierebbe in base al prezzo di mercato.