Raccogliere denaro per una manifestazione politica, senza informare Mastella, anche per accreditarsi agli occhi del sindaco e costruirsi possibili opportunità future. È questo il senso della ricostruzione fornita da Gennaro Santamaria nel secondo appuntamento dell’incidente probatorio sull’inchiesta che coinvolge il Comune di Benevento. L’esame dell’ex dirigente è proseguito oggi, 5 novembre, davanti alla gip Maria Amoruso. Santamaria, assistito dagli avvocati Antonio Di Santo ed Ettore Freda, ha affrontato i diversi episodi fino al capo di contestazione numero 11.
Il passaggio sui soldi destinati alla politica aggiunge un elemento alla versione dell’ex dirigente: Mastella non sarebbe stato al corrente della raccolta. Santamaria avrebbe agito anche per rafforzare la propria figura politica, nella speranza che quell’impegno potesse aprirgli altre possibilità. Una spiegazione che riguarda le sue intenzioni e il rapporto con il primo cittadino. Il capitolo è quello del presunto finanziamento in contanti da 50mila euro, non contabilizzato, per le spese elettorali di Noi di Centro. Alla vicenda si lega anche la contestazione sulla promessa di future commesse a un’impresa.
Nel corso della giornata sono stati affrontati inoltre i passaggi riguardanti il sindaco di San Leucio del Sannio e Giorgio Saginario. L’esame ha attraversato anche il settore degli incarichi e dei lavori pubblici. Tra i punti trattati, i presunti pagamenti per le verifiche sul progetto di piazza Risorgimento e sui lavori all’ex scuola San Modesto. In relazione a queste somme, l’accusa contesta a Maria Antonella Matticoli di aver ricevuto parte del denaro. Poi la presunta promessa di 16mila euro per favorire un incarico di progettazione e il distinto episodio dell’appalto per il recupero dell’ex San Modesto. Qui la ricostruzione accusatoria indica una richiesta del 5% sul valore dell’opera, circa 181mila euro, e un versamento di 80mila euro, di cui 40mila a Santamaria. Un ulteriore capo riguarda 20mila euro che Matticoli avrebbe ricevuto nell’ambito dello stesso episodio. Sono le contestazioni sulle quali si concentra il confronto processuale, da distinguere dalle dichiarazioni rese dall’ex dirigente.
Il primo appuntamento, il 3 novembre, aveva riguardato il rapporto con il geometra Maurizio Pepe e la presunta richiesta di 80mila euro per nove pratiche urbanistiche, con il coinvolgimento contestato a Matticoli. Sul rapporto con Pepe, Santamaria aveva escluso minacce o pressioni e sostenuto che fosse stato il professionista a proporre le somme.
Con l’udienza di oggi, l’esame è arrivato al capo 11. La prosecuzione del 10 novembre consentirà di affrontare gli altri passaggi della ricostruzione dell’ex dirigente.




















